Vita decrescente, felicità crescente: come prodursi lo yogurt (quarta puntata)

Il primo bene “autoprodotto” è stato lo yogurt. Ed è proprio di questo che voglio scrivere.

Per preparare lo yogurt in casa ci sono due varianti: 1. Con o senza yogurtiera 2. Starter: fermenti o yogurt

Partiamo da come possiamo preparare lo yogurt possedendo una yogurtiera: Io sono dotata di yogurtiera GIRMI, perciò ho semplicemente seguito delle istruzioni trovate su internet. Riporto qui una pagina trovata recentemente che spiega benissimo il procedimento: http://www.cucina-green.com/2012/05/ricette-estive-lo-yogurt-fatto-in-casa.html

In questi anni, pur avendo una yogurtiera ho voluto provare a preparare lo yogurt senza. Il procedimento, molto semplice e sostanzialmente uguale al primo, mi è capitato di illustrarlo per un’amica poco tempo fa, perciò riporto qui sopra l’illustrazione.

Tornando invece alla scelta dello starter, è una questione di preferenza. Io ho provato con entrambi: se si sceglie lo yogurt deve essere bianco, intero, naturale (senza aromi, addensandi, dolcificanti…) e con i due fermenti che ho disegnato in alto all’illustrazione. Se invece decidete di usare fermenti leofilizzati li trovare in comode bustine presso qualunque farmacia.

Insomma, fare lo yogurt è davvero semplice, però ovviamente ci sono delle insidie. Qui http://www.cucina-green.com/2012/06/yogurt-fatto-casa-yogurtiera.html una carrellata degli errori più comuni e delle cause del vostro possibile insuccesso. Io, per esempio, riuscivo a replicare lo yogurt con uno già autoprodotto solo un paio di volte, dopodichè falliva…l’errore era nella quantità di starter usata. Poiché col passare del tempo il vostro yogurt acquisterà più energia, sarà sufficiente utilizzare uno o due cucchiaini di yogurt per un litro di latte. Semplice!!! Ah! Una specifica che va fatta: dimenticate lo yogurt in commercio, spesso con aggiunte di addensanti e altro ancora (proviamo a leggere l’etichetta dello yogurt che normalmente consumiamo). Lo yogurt naturale è diverso da quello che conosciamo e cambia in base alla materia prima con cui viene preparato. Se comunque gradite mangiarlo alla frutta potete sempre mischiarlo, una volta pronto, a della marmellata, frutta cotta o fresca. Ora bisogna sporcarsi le mani e provare! Certo tutto ciò richiede di spendere del tempo, ma ne avrà beneficio la qualità di ciò che mangiate e in piccolissima parte l’ecologia e l’economia casalinga, ma soprattutto sarà un piccolo-grande gesto di decrescita e di felicità.

Alla prossima!

Sonia