Vita decrescente, felicità crescente: la rivalutazione dell’autoproduzione (terza puntata)

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Inizio questa terza puntata riprendendo questa citazione, dal libro già citato: La rivalutazione dell’autoproduzione di beni non solo consente di ridurre il consumo di merci e, di conseguenza, il PIL, ma anche di riscoprire un sapere e un saper fare dimenticati, considerati arretrati e poco scientifici […] Maggiore è la quantità di beni che si sanno autoprodurre, minore è la quantità di merci che occorre comprare, meno denaro occorre per vivere.”

Quello che più ha affascinato me e mio marito non è tanto il fattore economico dell’autoproduzione, quanto la gratificazione di scoprirsi capaci di “saper fare”, cosa credo da tutti sperimentata. Pensiamo a quando è capitato di fare qualcosa di manuale: al termine del lavoro lo si contempla soddisfatti, increduli, a volte, di essere artefici di ciò che stiamo guardando. Quello che le nostre nonne sapevano fare ( pizzo, maglia, sartoria, pasta fatta in casa,ecc.) per me sono vere e proprie arti da conquistare, a volte immani fatiche, a volte sfide perse in partenza.

Su queste riflessioni noi abbiamo valutato la possibilità di autoprodurci più di quello che già facevamo, cose che fino a quel momento abbiamo acquistato senza pensare ad un’alternativa. Perciò ora ci produciamo regolarmente yogurt, pane, pizza, dado vegetale, torte, biscotti, marmellate (gentilmente offerte dalla nonna), ortaggi (marzo- novembre) dagli orti dei rispettivi genitori, dentifricio, ceretta, tutte le pappe di nostro figlio (senza essere mai ricorsi a farine precotte, omogeneizzati,ecc.), quando si riesce “cose per la casa”, tra cui tovaglie, copricuscini, copridivano, pupazzi, lampade, mobili e vari giochi per nostro figlio. Spesso anche i regali ci piace autoprodurli: in questo senso il web è strapieno di idee strepitose, divertenti e alla portata di tutti.

Un’idea molto carina è la sfida che si è data una famiglia romagnola cercando di ridurre al minimo i rifiuti, e di conseguenza di autoprodursi buona parte di ciò che ha bisogno. Trovate il loro esperimento qui:

bilanciobidone

 

Dargli un occhio può essere interessante. Sicuramente qualcuno la valuterà una scelta “esagerata”, io comunque credo sia un’occasione per imparare.

Alla prossima!

Sonia


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