Mi scrive il “Giornale” di Cantù

Il “Giornale” di Cantù, nella persona della Signora Isabella Preda (responsabile di redazione) mi scrive in merito all’articolo “Giornale truffaldino o Sindaco bugiardo?” pubblicato su questo blog il 6 Aprile 2019, articolo che vi consiglio di leggere prima di procedere.

Di seguito il testo della missiva della capo redattrice:

Buongiorno. Mi chiamo Isabella Preda e sono responsabile di redazione del Giornale di Cantù. Visto che ha chiesto (pubblicamente) un mio intervento, eccomi qui. Di certo non risponderò alle sue provocazioni tramite la pagina Facebook, però un chiarimento glielo do volentieri. Partiamo dal fatto che il Giornale di Cantù non va in stampa il giovedì, ma il venerdì nel tardo pomeriggio, giusto per mettere i puntini sulle i. Per quanto riguarda l’articolo sotto i riflettori, invece, nessuno ha “fatto intendere che ci fosse presente” un giornalista. Semplicemente, visto che il Consiglio trattava di tariffe, ossia di cose che interessano molto i cittadini, abbiamo chiesto al sindaco di anticiparci cosa era stato deciso in merito. Il virgolettato del sindaco è la sua risposta. “Tariffe sostanzialmente invariate” è quello che lui ci ha detto e questo è stato scritto. Visto che poi parla di comportamento passibile di denuncia, le suggerirei di stare attento alle parole che utilizza, visto che scrive “giornale truffaldino” e nessuna truffa è stata fatta. In ultimo, per quanto riguarda la par condicio, le vorrei solo ricordare che per quanto riguarda le notizie (e le decisioni riguardo le tariffe comunali sono una notizia) non esiste alcuna par condicio. Poi, come ho detto anche a un rappresentante della minoranza che ha telefonato in redazione e con gentilezza mi ha fatto notare che era giusto lasciare spazio anche a loro, forse sarebbe stato meglio sentire anche la parte avversa. Ho personalmente offerto la possibilità di replicare, ma hanno preferito lasciar correre. La ringrazio per l’attenzione.

Intanto voglio ringraziare la Signora Preda per il tempo che ha voluto impegnare per rispondere alle “mie provocazioni” (parole sue).

Partiamo proprio da qui, quali sarebbero le provocazioni? Io mi sono limitato alla nuda registrazione di FATTI, nessuna provocazione quindi e nell’analisi delle parole della capo redattrice entreremo in dettaglio. Scrive la Signora Preda:

Partiamo dal fatto che il Giornale di Cantù non va in stampa il giovedì, ma il venerdì nel tardo pomeriggio, giusto per mettere i puntini sulle i.

Ecco uno stralcio del mio scritto sul blog:

Ehmm!! Se vogliamo proprio mettere i puntini sulle ‘i’, ho scritto al massimo venerdì. Inoltre non mi pare serva spiegare che ‘chiusura’ e stampa di un giornale non possono certamente essere contemporanei. La Signora conferma che il giornale va in stampa il venerdì nel tardo pomeriggio, mi pare dunque credibile che venga chiuso al massimo il venerdì nel primo pomeriggio; sempre molto prima delle 20.00, ora in cui si è svolto il Consiglio Comunale.

Prosegue la capo redattrice:

nessuno ha “fatto intendere che ci fosse presente” un giornalista.

Si legga il testo qui sopra che è l’incipit dell’articolo del suo “giornale”. Chiunque avrebbe l’impressione di leggere un resoconto.

Eppoi ho parlato di percezione di chi legge e non intenzione di chi scrive che, mi consenta (capisco il tentativo di difesa) è un po’ diverso.

E ancora dalla lettera della Signora Preda:

Semplicemente, visto che il Consiglio trattava di tariffe, ossia di cose che interessano molto i cittadini, abbiamo chiesto al sindaco di anticiparci cosa era stato deciso in merito. Il virgolettato del sindaco è la sua risposta. “Tariffe sostanzialmente invariate” è quello che lui ci ha detto e questo è stato scritto.

Quindi nel confermare che l’articolo è stato scritto sulla sola base delle dichiarazioni del Sindaco (pertanto di una parte del Consiglio Comunale) la capo redattrice candidamente ritiene che le decisioni non vengano prese dal Consiglio Comunale. Perché perdere tempo con i consigli quando basta la decisione del Sindaco?

Quel “Tariffe sostanzialmente invariate” è virgolettato solo nella missiva della Signora Preda e non nell’articolo del suo “giornale”, quella frase è nel normale testo dell’articolo e quindi (per il lettore) uscita direttamente dalla penna di un (assente!!) giornalista. Solo poco più avanti viene riportato un virgolettato

Continua la Signora Preda:

Visto che poi parla di comportamento passibile di denuncia, le suggerirei di stare attento alle parole che utilizza, visto che scrive “giornale truffaldino” e nessuna truffa è stata fatta.

La Signora si riferisce non al mio articolo sul blog ma ad un mio commento sulle pagina FB “Sei di Brenna se…”

Io sono sempre molto attento alle parole che utilizzo e le scelgo con cura. Nel caso di specie se avessi voluto rischiare i suoi “suggerimenti” avrei potuto scrivere “giornale truffatore” ma non l’ho fatto, ho usato truffaldino che ha ben più di unico significato. Fatta la debita precisazione resta il fatto che per sua stessa ammissione il “giornale” di Cantù ha riportato notizie non di prima mano, non confermate e senza contraddittorio; lei come lo chiamerebbe questo modus operandi nei confronti di chi compra il “giornale” pagando per avere informazione?
La mia personalissima definizione è: truffaldino.

Prosegue la capo redattrice:

le vorrei solo ricordare che per quanto riguarda le notizie (e le decisioni riguardo le tariffe comunali sono una notizia) non esiste alcuna par condicio. Poi, come ho detto anche a un rappresentante della minoranza che ha telefonato in redazione e con gentilezza mi ha fatto notare che era giusto lasciare spazio anche a loro, forse sarebbe stato meglio sentire anche la parte avversa.

Per suo comodo allego il solo art. 1 della legge sulla “Par Condicio” che è motivo per cui ho scritto quel commento.

Rilegga la sua ultima frase e poi il comma 1 qui sopra.
Il suo “giornale” non ha riportato una notizia ma una notizia parziale e di parte, tutta qui la questione.
Io non le “suggerirei” mai di stare attenta alle parole che utilizza, mi permetto solo di ricordarle bonariamente che il suo mestiere prevede grande responsabilità, anche di fronte alla legge.

Nel rinnovare il mio ringraziamento per il tempo che ha voluto dedicarmi la saluto con un banale consiglio, la prossima volta aspetti una settimana prima di pubblicare una notizia, che non è una notizia, il giornalista che si occupa della questione (sempre che non prenda la bella abitudine di partecipare al Consiglio Comunale) potrà avere il tempo di guardasi il video del consesso direttamente da queste pagine, così almeno potrà scrivere con cognizione di causa e non per sentito dire.

Restando a sua disposizione per ogni possibile ulteriore chiarimento, mi permetto una domanda: cosa sarebbe accaduto se per qualsivoglia ragione il Consiglio non avesse ratificato le “decisioni” del Sindaco o se il Consiglio non si fosse tenuto?

P.

Posted in 42

3 thoughts on “Mi scrive il “Giornale” di Cantù

  1. Gianni Del Pero

    parole taglienti…

  2. Mauro

    Tu, P., per quanto mi riguarda sei sindaco. Questa è per condicio ❤

    1. Mauro

      Par condicio.. mannaggia al correttore

Comments are closed.