La strettoia, l’imbuto di via Roma. Tutti ci vogliono passare

20 anni fa c’erano molti automobilisti che davanti alla chiesa passavano con il semaforo rosso, giustificandosi con il fatto che tanto non passava nessuno e in fondo non era pericoloso. Mai vista una multa.
Ora in modo diverso si presenta questa questione delle biciclette che transitano dove è espressamente vietato. Genitori che “diseducano” i propri figli a non rispettare i segnali orizzontali e verticali, tanto non c’è pericolo, basta il buon senso.
Da tanti anni poniamo questo problema, ma senza nessuna considerazione. La maggior parte delle persone è rispettosa delle regole, altre si sono abituate, anche vedendo di continuo cattivo esempio impunito, quasi che la segnaletica sia sbagliata, che in fin dei conti non c’è niente di male, dove l’abitudine diventa normalità’.
Come si deduce dalle foto chi ha progettato la piazza era ben consapevole che le biciclette non ci sarebbero passate, infatti ci sono ostacoli pericolosi, e non c è lo spazio tecnico e a norma per passare.

Se un assessore, a cui va tutto il mio rispetto e la mia stima personale commette questo errore sottovalutandolo, dovrebbe semplicemente chiedere scusa e dire “per favore non fate come me, ho sbagliato” e ringraziare il fotografo e chi ha postato l’articolo per avergli fatto capire come chi amministra è esempio nei confronti dei cittadini e soprattutto dei bambini di quello che “assolutamente non si deve fare.

Si vuole progettare una cosa diversa, autorizzando (ahimè) il passaggio delle biciclette nella strettoia insieme ai pedoni?
Bene, io che sono sostenitore della viabilità lenta e della possibilità di circolare per tutto il paese su piste ciclabili sicure, non sono d’accordo con questo rocambolesco progetto; i progetti seri sono un altra cosa. Ma se lo si vuole fare comunque, si ponga la segnaletica appropriata e si facciano le opere per garantire la sicurezza.

Poi, sinceramente non voglio fare ne il vigile, ne il controllore, se non avete mai l’umiltà di ammettere un errore, fate come volete.

Fiorenzo Consonni


9 thoughts on “La strettoia, l’imbuto di via Roma. Tutti ci vogliono passare

  1. Graziano Basllabio

    Va detto che la segnaletica, verticale o orizzontale che sia, va sempre rispettata ma, in quel tratto, le biciclette – e non solo quella dell’Assessore – sono sempre passate: al riguardo basta adeguare la cartellonistica.

    Il passaggio ciclo-pedonale va reso più leggibile? Si possono fare interventi che migliorino, in quel tratto, la situazione di percorribilità.

    Io evito di fare il censore e aspetto, dalla Giunta, gli opportuni provvedimenti in merito anche attraverso le risultanze che darà la sperimentazione di prossima attuazione.

    Ultima cosa io non avrei fatto una foto alle spalle ma avrei chiesto di incontrare l’Assessore per dirle di persona che, cosi facendo, commette un’infrazione oppure avrei fatto una segnalazione alla polizia locale. Cosa impossibile? Non mi pare anche perché l’Assessore (anzi due) non sono miseri ma sempre disponibili con tutti, anche per ascoltare situazioni che possono riguardare loro stessi.

    Graziano

  2. Fiorenzo Consonni

    Senti Graziano, pensavo che questo argomento fosse talmente banale che non avesse avuto seguito, ma il fatto che ce l’ abbia dimostra l ottusità di certe persone.
    Lucia ha preso lo spunto da una foto anonima, per dire in tono sottomesso che ha sbagliato, ma per assurdo lo sbaglio più grave secondo lei è postare una foto anonima e scrivere il post.
    Ma non solo, per ribadire che le biciclette è giusto che passino insieme ai pedoni nonostante il codice della strada e la segnaletica evidente.
    Anche tu dici che le biciclette sono sempre passate nonostante il divieto.
    Verissimo, come quando alcuni anni prima che mettessero i pali di cemento, passavano le auto nonostante il divieto, di allora di transito con le auto.
    Ma nonostante le sollecitazioni ripetute per anni, gli amministratori hanno fatto finta di niente. Non si chiedeva la luna, solo di decidere: chiudere il passaggio o acconsentirlo mediante la segnaletica (con tutti i dubbi dell’ agibilità). Perché tergiversare?
    Ti voglio fare una semplice domanda .
    Abbiamo proposto questo argomento perché circa tre settimane fa una bimba uscita dalla strettoia in bicicletta, attraversando lo spazio dedicato a parcheggio è finita sotto una macchina.
    Per fortuna senza danni e conseguenze.
    Nel caso, si fosse fatta male? A chi la colpa?
    Poteva sostenere che il comune ha sempre sottinteso il passaggio?
    Vale questa motivazione nei confronti delle assicurazioni?
    Io sono convinto che gli amministratori tirati in causa avrebbero sostenuto che la segnaletica era evidente e di lì non poteva passare.
    Dimmi senza giri di parole che cosa sarebbe successo.

  3. Massimo Sinesi

    La soluzione al problema credo potrebbe essere piuttosto semplice: adeguare la segnaletica sostituendo quella attuale con quella di area pedonale che consente la circolazione anche delle biciclette http://guidaevai.com/manuale-patente/area-pedonale
    Riguardo alla situazione che ha dato il via alla, secondo me, giusta discussione sul problema di viabilità, prima di tutto sono felice di sapere che nessuno si sia fatto male ma mi è sembrato di capire che l’incidente sia accaduto fuori dall’area ad oggi limitata ai soli pedoni o mi sbaglio? Così fosse la stessa cosa sarebbe potuta accadere anche se la bimba fosse salita in bicicletta subito al di fuori della zona “proibita”.
    Aggiungo anche il fatto che, all’inizio, in piazza era presente anche un cartello che consentiva il carico/scarico ai residenti che mi farebbe molto piacere, da residente in piazza XXV Aprile, che potesse tornare. Mi è capitato solo una volta di avere bisogno di fare carico/scarico da quando la piazza è stata chiusa al traffico quando il suddetto cartello era ancora presente. Nel caso dovesse ripresentarsene la necessità mi farebbe piacere poter evitare di avere delle serie difficoltà.
    Colgo poi l’occasione per segnalare la pericolosità delle strisce pedonali davanti alla scuola dell’infanzia: di recente un signore che si è fermato per consentire il passaggio di mia moglie con i miei figli è stato tamponato da un ragazzo che poi è scappato, il giorno successivo è successo un secondo incidente e a me personalmente con la mia famiglia è capitato di essere insultato da una coppia di molto ben educati brianzoli, con un bel SUV nero tutto lucido, solo perchè io e mio figlio siamo quasi finiti sotto la loro auto che procedeva ben oltre i limiti di velocità consentiti, non consentendoci quindi di vederne l’arrivo e di scegliere di dargli la precedenza per non interromperne la meravigliosa galoppata. In questi casi l’unica soluzione è mettere in corrispondenza delle strisce pedonali un dosso bello alto come quelli sulla rotonda di Galliano a Cantù.

  4. Fiorenzo Consonni

    Attualmente se esci in bicicletta dalla piazza (il cui passaggio formalmente non è consentito) ci sono due alternative.
    1) O passi attraverso le auto in sosta, correndo il rischio di strisciare sulla carrozzeria delle stesse (come spesso è successo)
    2) o passi sull’ area riservata ai pedoni larga 80 cm (transito per le bici non consentito) con il cestino raccolta rifiuti posto di traverso, per cui lo spazio si riduce a 40 cm.
    Riguardo l’incidente in questione per chi proviene da via Trento (noi abbiamo piu volte proposte di vietarne l’uscita su via Roma) se si trova una persona che sbuca d’improvviso in bicicletta tra le auto in sosta, non sempre si ha il tempo di vederla, a meno che si faccia una corsia per le biciclette in uscita e si ponga una linea di arresto, oppure una linea di arresto per le auto.
    Ma la segnaletica orizzontale e verticale attuale non contempla niente di tutto cio’.
    Chissa’ se si prenderanno provvedimenti per risolvere in modo chiaro la segnaletica della piazza e per ovviare a quegli ostacoli, parlo del palo della luce, delle panchine in marmo, dei paletti in ferro, dei cestini della spazzatura, dei vasi trappola posti ad ostacolare e non funzionali al normale passaggio pedonale.

  5. Massimo Sinesi

    Ciao Enzo

    Da ciclista che si è fatto nella sua vita, in termini di km, circa 3 giri del pianeta provo a portarti la mia personale esperienza.
    Da sempre convinto della bontà della scelta della mobilità sostenibile con la bici, ho fatto la patente a 25 anni e ho preso la mia prima auto a 35 anni perchè non mi è stato più possibile andare al lavoro in bicicletta, poi sono arrivati i figli, ecc. ecc.
    Sono stato tirato sotto 4 volte da auto che non rispettavano il codice della strada negandomi la precedenza (la risposta che ti danno sempre è “non ti ho proprio visto”) in 3 casi ed essendo investito da dietro in un caso. Non mi sono fatto nemmeno mancare il genio che mi ha aperto la portiera in faccia. Fortunatamente non mi hanno mai fatto “troppo” male. Ci tengo poi a sottolineare che non sono un “ciclista della domenica”: esco sempre da solo e rimango rigorosamente il più possibile a destra per favorire il traffico più veloce, ne ricevo in cambio la gratitudine di quelle auto che mi passano sfrecciando a pochi cm dal mio braccio sinistro.
    Scusami per la lunga premessa, ma mi sembrava importante farla per far capire qual è il punto di vista da cui provengono le idee che di seguito andrò ad esprimere.
    In tutto questo non mi è mai capitato, e sottolineo il mai, di fare nemmeno un piccolo graffiettino a nessuna auto o di sfiorare nessun pedone. Nelle aree pedonali è contemplata la convivenza tra ciclisti e pedoni, chiaramente il ciclista deve andare ad una velocità compatibile con la sicurezza sia propria che dei pedoni. Nella situazione di maggior cautela basta andare a passo d’uomo.
    Se ci sono le macchine parcheggiate e i passaggi pedonali sono occupati dai pedoni basta fermarsi e aspettare che passino come si farebbe anche andando a piedi, del resto in soli 80 cm può essere scomodo il passaggio anche per 2 pedoni, o mi sbaglio?
    A mio parere, una volta corretta la segnaletica, il problema di convivenza tra ciclisti e pedoni non c’è. Ben più pericoloso è invece i passaggio di moto, spesso da cross e spesso di brennesi giovani e meno giovani, per la piazza, credo sia un bene parlare anche di questo per avere un quadro più completo della situazione. Riguardo poi alla sperimentazione sulla viabilità di via Roma sono davvero molto perplesso. Ieri mi è capitato di fermarmi a parlare sotto casa e per via Roma, in oltre 10 minuti, non ho visto passare nemmeno un’auto. Prima di sconvolgere la viabilità e di raddoppiare (in modo davvero poco ecologico e molto noioso) la strada che si deve percorrere per uscire dal paese quando ci s trova in zona via Trento/via Roma è stata fatta una valutazione dell’intensità del traffico in zona? Ho proprio paura di no. Esagerando l’impressione è che, nelle ore diurne, passi mediamente 1 auto ogni 5 minuti, ma ripeto che mi piacerebbe e credo che sarebbe molto utile verificare tale dato. Ripeto anche che, da ciclista che ha rischiato la vita svariate volte per la negligenza altrui, in via Roma non ho mai avuto percezione di pericolo.
    Ti auguro una buona giornata
    Massimo

  6. Enzo

    vedi Massimo, la percezione, e le nostre opinioni sono molto soggettive. Soggettivo invece non lo è il codice della strada.

    O si adegua la segnaletica al passaggio delle biciclette, eliminando un parcheggio e facendo alcune opere non da poco, per togliere gli ostacoli oppure i ciclisti che attualmente transitano si assumono tutte le responsabilita’ nel caso si facciano male contro gli ostacoli, nel caso danneggino le auto o nel caso ci finiscono sotto.

    Se capitasse anche il minimo incidente ad un bambino in questo caso la responsabilita’ ricadrebbe sui genitori che dovrebbero conoscere e insegnare le norme stradali e soprattutto la segnaletica, e stai certo che con le disposizioni attuali e la segnaletica attuale il comune se ne laverebbe le mani.
    Poi…. ripeto, si è parlato anche troppo per questa faccenda. Se non siamo capaci di intervenire sulle piccole cose, mi immagino sulle altre.

  7. Massimo Sinesi

    Enzo ci sono leggi che prevedono aree dove la convivenza tra ciclisti e pedoni è perfettamente possibile, basta adeguare la segnaletica per applicarle e il problema si risolve, perchè il problema, a mio parere, è solo quello e non di un reale pericolo.
    Sicuramente si tratta di un errore di chi avrebbe dovuto provvedere a normare nel modo più sensato possibile quella zona ma, almeno in questo caso, la soluzione è semplice.
    Non buttiamola poi troppo sulla soggettività perchè se si pretende di stravolgere la viablità del centro senza nemmeno preoccuparsi di verificare l’intensità del traffico nella zona quello si chè è soggettivo.
    Ciao!

    1. Fiorenzo Consonni

      Se la soluzione è così sempluce, secondo te perché non la mettono in pratica? Perché si preferisce che le persone sistematicamente violano le norme (divieti di parcheggio, zone disco, divieto di accesso), ? Perche si preferisce che la violazione diventi una consuetudine? Ti sei mai chiesto il perché?

  8. Massimo Sinesi

    La risposta che mi sono dato al momento, visto che anche lo stesso assessore competente in materia viola le regole nella convinzione di non fare nulla di male ma anzi di muoversi in modo ecologico, è l’incapacità di gestire correttamente la situazione, fatto che a mio parere è già emerso in altre situazioni. Insomma nulla di nuovo sotto il sole, altre spiegazioni non riesco a darmene, ciao!

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