Numeri e Voto

1813 sono gli elettori iscritti a votare, per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale, il prossimo 26 maggio.




Nel 2014 gli elettori iscritti a votare erano 1749. Quindi, questa volta, avremo 64 elettori in più.

La partecipazione al voto, il 25 maggio 2014, era stata pari al 79,87%.

In totale avevano votato in 1397 (79,87%) di cui 1363 voti validi (di cui 701 voti a Vismara e 662 a Cappelletti). I voti non validi sono stati 34 di cui 16 schede bianche e 18 schede nulle.

Applicando la stessa percentuale di partecipazione al voto di 5 anni (79,87%) avremo un numero di votanti pari a 1448. Se togliamo lo stesso numero di voti non validi di cinque anni fa (34) si avrebbero 1414 espressioni di voto utili.

Vince, in questa ipotesi, il candidato che tocca quota 708, nel 2014 tale quota era pari a 683.

Graziano Ballabio

Le mosche, Celestino V e la colpevole ignavia.

Un recente post sul gruppo FB “Sei di Brenna se…” ha riportato l’attenzione su una questione che lo scorso anno ha creato non pochi disagi ad una buona fetta di nostri concittadini: le mosche.

Lo spargimento di letame sui campi è da considerarsi normale in alcuni periodi dell’anno e quando questa operazione è compiuta con tutti i crismi e nel rispetto delle normative e delle linee guida crea al più qualche noia alle nostre mucose olfattive. Cosa diversa invece se le norme, le linee guida ed il buon senso vengono meno.

L’anno scorso per buona parte dell’estate alcune zone di Brenna sono state letteralmente invase da sciami imponenti di mosche e molti cittadini hanno indicato come causa dell’invasione l’indiscriminato spandimento di pollina o deiezioni avicole; insomma cacca di gallina.
Qualsivoglia stallatico deve essere sparso ad uso concime seguendo precise linee guida ma c’è di più, i singoli comuni possono emettere precise ordinanze per impedire (o almeno limitare) i disagi provocati da questa attività. Molte di queste ordinanze (basta fare una rapida ricerca su internet) prevedono l’obbligo di interramento entro 24 ore dallo spandimento.

A seguito del post su FB sono andato a vedere di persona. Nel campo accanto dove ho ripreso la scena era avvenuto lo spandimento da qualche ora, ecco cosa ho trovato:

Ed allora per evitare che si ripeta la piaga dello scorso anno non basta confidare nel buon senso dello “spanditore”, ci si aspetta che chi di dovere non sia ignavo e non commetta per “viltade il gran rifiuto” di compiere atti per garantire la salute ed il benessere dei cittadini, almeno se non vuol finire nell’antinferno dantesco per là subire il contrappasso delle mosche.

E io, che riguardai, vidi una ‘nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogne posa mi parea indegna;
e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta.
Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.
Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d’i cattivi,
a Dio spiacenti e a’ nemici sui.
Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
erano ignudi e stimolati molto
da mosconi e da vespe ch’eran ivi.
Elle rigavan lor di sangue il volto,
che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi
da fastidiosi vermi era ricolto.

P.

Il confronto si farà, anzi sarà già stato fatto.

Abbiamo proposto un confronto pubblico considerando questo “strumento” come uno dei punti più interessanti della disputa elettorale.

Entrambi i candidati hanno dato la loro disponibilità, tuttavia apprendiamo dalle parole del Sindaco Vismara (in un suo post su FB) che il giorno 13 Maggio ci sarà un confronto tra i candidati organizzato dalla Parrocchia (??).

Non avendo avuto notizia (giornali, social, o altro mezzo di massa) di questo incontro, nascono alcune necessarie domande:

– L’evento è pubblico?
– Sarà possibile porre (o proporre) delle domande?
– Chi potrà fare o proporre domande?
– Chi gestirà la serata?
– Quali sono le regole?

Tralasciando lo stupore per un così irrituale evento resta il fatto che le risposte a queste domande rendono utile o meno il confronto proposto da questo sito.

Certo è che, se quello proposto dalla parrocchia non si potrà configurare come un confronto pubblico e aperto a tutti, sia nell’ascolto che nella proposta delle domande, allora sarà opportuno FARE un VERO confronto pubblico.

P.

Confronto pubblico tra i candidati

Forse il miglior modo per conoscere i candidati ad una elezione è da sempre il pubblico confronto.

Agorabrenna.it propone alle due liste in corsa un confronto pubblico con precise “regole di ingaggio”, tempi contingentati e moderazione super-partes/bipartisan.

Nella proposta il confronto dovrà essere moderato da uno o due conduttori con domande raccolte preventivamente dai cittadini, e senza dibattito pubblico.

Ci rivolgiamo dunque ai due candidati alla carica di Sindaco e nel caso di accoglimento si procederà alla definizione dei dettagli, a concordare la data ed alla raccolta, anche attraverso queste pagine, delle domande dei cittadini.

P.

Videosorveglianza? Noi la facciamo ad minchiam

E forse il Sindaco rischia la galera.

Il tema della videosorveglianza a Brenna è divenuto in questi giorni molto dibattuto. La discussione è scaturita dall’ennesima denuncia del poco rispetto che alcuni nostri concittadini hanno della cosa pubblica (link, link).

Prima il Sindaco Vismara (sulle pagine de “La Provincia”), poi il neo-candidato Graziano Ballabio (nei commenti su agorabrenna.it) appellandosi l’uno alla privacy, l’altro al “Regolamento comunale sulla videosorveglianza“, hanno eretto un muro di silenzio sulla questione.

Proprio il regolamento e la privacy sono il tema di queste righe perché Sindaco e neo-candidato a ciò appellandosi rischiano di “farsi male”.

Il regolamento (approvato dal Consiglio Comunale il 26/07/2016) entrato in vigore più di due anni prima dall’entrata in funzione delle telecamere, è composto da 24 articoli. Io li ho letti tutti.
Dubito che il Sindaco, il neo-candidato e probabilmente anche il Comandate della Polizia Locale abbiano fatto lo stesso.

Cominciamo con il rispondere alle obiezioni del neo-candidato Graziano Ballabio che nel suo commento su agorabrenna.it così scrive:

[…] A questo regolamento tutti si devono attenere, compreso il Sindaco

a lui rispondo citando l’Art. 2, comma 1, lettera d. del regolamento di cui sopra che così recita:

per “titolare”, [si intende] l’Ente Comune di Brenna, nella persona del Sindaco cui competono le decisioni in ordine alle finalità ed alle modalità del trattamento dei dati personali;

Ma lo ammetto sono sofismi.
La ciccia, la cosa più interessante (che dimostra quanto tutta la brigata sia probabilmente composta da dilettanti o almeno da poco attenti) sta nella non applicazione del regolamento stesso proprio riguardo alla tanto sbandierata privacy.

Ecco l’articolo 13 del regolamento:

Avete letto bene?
Il Comune affigge, il Comune si obbliga a comunicare ….. ???
Il Comune non ha affisso e non ha comunicato nulla e le telecamere, a detta del Sindaco:

Ah, un ultimo dettaglio, il disatteso art. 13 del regolamento fa riferimento ad una legge abrogata!!!!!!!!!!!.
Che sia il frutto delle magie del copia&incolla?

E da ultimo un avvertimenti al Sindaco, che lo ricordo è il titolare (e quindi responsabile) del trattamento dei dati soggetti a privacy , circa i rischi che corre per la violazione della nuova legge sulla privacy (GDPR) in merito alla mancata esposizione di cartelli e comunicazione ai cittadini:

[…] prevede sanzioni fino a 20.000.000 di euro – o fino al 4% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente.

Sono un sacco di cambiali.

P.

E niente. Il Sindaco non ce lo vuole far vedere

Il Sindaco Vismara affida alle colonne de “La Provincia” la risposta alla richiesta di pubblicazione del video che immortalerebbe i responsabili dello scempio sul piazzale della palestra comunale.


Qualche doverosa precisazione. Intanto nessuno ha mai parlato di reati, sulla questione dell’eventuale vincolo della privacy se fossi nei panni del Sindaco ci andrei cauto e in uno dei prossimi articoli vi spiegherò il perché.

Io sono certo che le telecamere funzionano anche perché già in precedenza lo stesso Sindaco Vismara aveva dichiarato che così è, quindi non si lasci andare il primo cittadino a processi alle intenzioni che puzzano di pregiudizio e prevenzione.

La pubblicazione del video, anche eventualmente proteggendo la privacy oscurando volti e targhe, avrebbe avuto un potente effetto deterrente sugli eventuali nuovo devastatori. Ancora una volta si preferisce lavare i panni in famiglia, anche se per stessa ammissione dell’amministratore il “lavaggio” non ha sortito in passato grandi effetti.

Un’ultima osservazione:

hQuando uno è deciso!
Rinnovo dunque l’hashtag: #Vismara_esci_il_video

P.