Dagli all’untore

Ebbene sì, abbiamo un caso anche a Brenna, è lo stesso Sindaco Vismara a comunicarlo alla cittadinanza.

Non è sorprendente e certamente ci dobbiamo aspettare nuovi casi tuttavia è già partita la ridda di voci su chi sia l’appestato/a.

Nella piccola mente del pavido meschino si fa strada urgente la necessità di sapere, magari per dirlo all’orecchio dell’amico. Ecco non fatelo, meglio che nessuno sappia chi è, meglio perché l’infetto sarebbe marchiato come novello untore di manzoniana memoria aggiungendo sofferenza a sofferenza.

In bocca al lupo al nostro concittadino con i migliori auguri di pronta guarigione ed un consiglio ai miseri curiosi, state a casa e rinfoderate la fregola.

P.

Abbiamo rimosso la morte

Risultato immagini per partita a scacchi con la morte

Questi giorni di delirio in salsa virale riportano, almeno in me, l’umano pensiero all’altrettanto umana compagna di sempre: la Morte.

In un mondo sempre più vecchio, in un Paese sempre più vecchio, in paesi sempre più vecchi, abbiamo ormai (da tempo) curiosamente allontanato da noi il pensiero stesso della morte. In un mondo dove la mortalità infantile è praticamente un retaggio del passato abbiamo rimosso la “normalità” della morte.

Ricordo le parole di mia nonna Mina (madre di dieci figli) che raccontava con una sconcertante (ai mie occhi di ragazzo) tranquillità come un figlio concepito in primavera non sarebbe sopravvissuto al suo primo inverno. Ricordo i suoi racconti della “Spagnola”, ricordo il suo rapporto di “confidenza” con la morte. Confidenza, badate bene, non indifferenza, perché i suoi racconti di figli (miei zii e zie) nati e mai vissuti, di amici e parenti troppo presto tolti al suo affetto, erano intrisi delle sue lacrime e di sofferenza. Eppure, benché pieni di dolore, quei racconti descrivevano una vicinanza alla morte che abbiamo dimenticato; una vicinanza fatta di una normale confidenza con una parte ineluttabile della vita.

Perché, ragazzi, si muore. Che piaccia o no è la cosa più normale che possa accadere a un vivente e se il vivente è un ultraottantenne la normalità assume toni di grido.

Ed allora ben vengano tutte le precauzioni, ben vengano le attenzioni e le mascherine, ben venga tutto quello che volete ma non trasformiamo la normalità in eccezione.
Non dovremmo mai cercare la morte ma non dimentichiamo la sua ineluttabile, inevitabile, insopprimibile NORMALITÀ.

P.

P.S.
A tutti i chihuahua bercianti pronti a puntare il dito dico sì, sono consapevole che potrebbe toccare a me, alla mia famiglia, ai miei figli; sì, e lo accetto.

La plastica è preziosa

o almeno così dovrebbe essere, o meglio così dovrebbe tornare ad essere.

Ammettiamolo la “plastica” negli ultimi tempi non se la sta passando tanto bene, di fatto è stata eletta a furor di popolo il male assoluto, il male del nostro tempo.

La scienza, l’intelletto umano hanno prodotto e continuano a produrre innovazione, progresso. Dobbiamo ricordare tuttavia che le scoperte della scienza non sono ne buone ne cattive, è il loro impiego a declinarne gli effetti.
Così il premio Nobel del 1963 a Giulio Natta per l’invenzione (nel 1954) del polipropilene isotattico, il Moplem, rimane ai miei occhi intatto nel suo valore.
In quegli anni la plastica fu una vera rivoluzione, una meravigliosa rivoluzione per le possibilità produttive cui dava la stura ed una rivoluzione economica. Quella rivoluzione però si conciliava con la prudente cultura del tempo, con la sana attenzione agli oggetti, con la volontà costante di dar loro un valore; gli oggetti erano PREZIOSI.

Poi qualcosa e cambiato, gli oggetti di plastica hanno smesso di essere preziosi per divenire “usa e getta” ed in quel momento qualcosa si è rotto.

E MO’, E MO’, E MO’…

Chi si ricorda di questo carosello?

Uno dei quei mastelli per lavare i panni in Moplem era un oggetto iconico del corredo casalingo di mia nonna Paola (cui devo il mio nome) e quel mastello nei miei ricordi era vecchio quanto la mia amata nonna, perché per lei era prezioso, ne aveva cura e sarebbe stata una vera sciagura ai suoi occhi il doverlo buttare.

Ecco la lezione di mia nonna. Non demonizziamo nulla e diamo ad ogni oggetto il valore che merita, è una lezione che arriva dal passato ma possiede una enorme forza di modernità, di lucidità.
Basterebbe seguire l’esempio della nonna e buona parte dei mali attribuiti alla plastica scomparirebbero in un baleno.

P.

Insieme con l’acqua ma non da soli.

Il giorno 3 Novembre u.s. sulla pagina FB del Gruppo di maggioranza compare questo post:

A distanza di giusto un mese compare questo:

Nel giro di 30 gg. siamo dunque passati da un annunciato incontro (immagino pubblico) promosso dal gruppo “Insieme per Brenna” alla convocazione di una “Commissione Consigliare Bilancio e Programmazione”.
Bilancio e programmazione? Per parlare di una cosa già definita da tempo? (a memoria ricordo delibere del 2017).
Certo sul bilancio questa nuova entità potrebbe avere notevoli conseguenze ma perché siamo passati da una serata organizzata da una parte della Amministrazione a una commissione che vede presenti tutte le parti della stessa, maggioranza e minoranza seppur convocata dalla stessa parte che voleva fino a un mese fa metterci il logo?

Io un’idea me la sono fatta, voi?

P.

Gli amministratori sciagurati

In risposta ad un mio articolo (si legga qui) nel quale chiedevo chiarimenti circa la procedura seguita per l’intervento sulla panchina posta in via Grimello accanto al Municipio, ottengo in risposta (sotto forma di commento su FB) dalla Signora Eleonora Erba questi due documenti.

Evidentemente la Signora Erba non si rende conto della gravità di quanto emerge dai due scritti.

Partiamo dal primo.

Il gruppo FB “Sei di Brenna se …” conta (ad oggi) 911 membri e 4 amministratori (non eletti da nessuno)

Come potete vedere tra gli amministratori c’è il vicesindaco Daniele Spinelli (fondatore del gruppo) e la Signora Erba, autrice della lettera al Sindaco.

Scrive la Signora Erba:

Faccio parte del gruppo “Sei di Brenna se … ” ma nessuno mi ha chiesto nulla né tanto meno ho autorizzato la Signora Erba a parlare per mio nome e per mio conto.
Prosegue la nostra:

Non solo la nostra parla a nome di ignari altri ma assume per loro conto anche obblighi legali ed economici.
Io, come credo dovrebbero fare tutti i 911 membri del gruppo “Sei di Brenna se …”, sono intenzionato a chiedere spiegazioni alla Signora Erba.

Il meglio deve ancora venire con la lettera di risposta del Sindaco Paolo Vismara, scrive il Sindaco:

E meno male che il Sindaco è laureato in giurisprudenza.
La panchina è un bene pubblico e tale resta anche se colorato diversamente. Tralascio il dettaglio economico anche perché ritengo non ci siano di fatto stati oneri, ma attenzione merita la questione responsabilità. Quelle scritte dal Sindaco sono solo enormi sciocchezze, la responsabilità di un bene pubblico è pubblica e se domani un cittadino dovesse ferirsi con quella panchina l’esonero di responsabilità vergato dal borgomastro non avrebbe alcun valore, e meno male dico, perché la sciagurata autrice della richiesta, accettando la risposta del Sindaco, carica di responsabilità civili e penali tutti gli ignari membri del gruppo che (senza mandato alcuno) gestisce come fosse cosa sua.

Galeotta fu la panchina per dimostrare che abbiamo sciagurati amministratori sia in comune che su internet.

P.

Tutto molto bello, ma…

Questa panchina, posta lungo via Grimello accanto al Municipio, è stata rimossa, colorata, decorata e riposizionata per un nobile scopo: la lotta contro la violenza sulle donne.
Un intento alto e condivisibile, una causa da sostenere e che mai troppo è stata perseguita.

La panchina fino a poco tempo fa si presentava così:

Dunque? Tutto molto bello, bella iniziativa, buono l’intento e gradevole il risultato tuttavia c’è un dettaglio non di poco conto:

La panchina è per così dire “firmata” dal gruppo FB “Sei di Brenna se …” che infatti ha posto in copertina una immagine della stessa e vi ha dedicato alcuni post, ed allora mi chiedo:

  • Di chi è stata l’idea?
  • Con il permesso di chi?
  • Chi ha fatto il lavoro?
  • Con quale responsabilità?
  • Chi ha sostenuto le spese?

Si fermino subito i prezzolati molossi dai denti aguzzi e le cagnette inacidite, qui in discussione non è la bontà della cosa ma la procedura seguita, perché, che piaccia o no, quella panchina è un bene pubblico.

Una ulteriore domanda, per nulla banale, ha il suo fondamento proprio in quella firma “Sei di Brenna se …”. Cosa significa quella firma? Rappresenta tutto il gruppo o i soli amministratori? Io, come credo altri, pur appartenendo al gruppo non sono stato richiesto di esprimere la mia opinione circa questa iniziativa.

Insomma, senza farla lunga serve (come al solito) un po’ di chiarezza, perché (come al solito) è tutto molto bello …. ma.

P.

Quel Bastardo del brennese

Ormai è il tormentone delle ultime settimane, chi è il Brennese Bastardo?

Ebbene io lo so.
Anzi io l’ho aiutato a creare la pagina. Poi sono tornato alle mie quotidiane faccende e da quel momento Paolo Colombo non ne ha più nulla a che fare.

Per molti tuttavia il BB sono io e se vi piace pensarlo fate pure, in fondo non è che la cosa mi interessi molto ed inoltre, a dirla tutta, un po’ bastardo lo sono veramente.

Però questa fregola che si è accesa sul BB mi ha fatto riflettere e porre qualche domanda.

Il BB sarà certamente bastardo ma non lo saranno un po’ anche i benpensanti che si indignano per la sua foto profilo e magari non sanno neppure chi era il “santo” che raffigura, che magari non sanno che è diventato santo perché vedeva i primi cristiani ridere della morte mentre loro ne sono terrorizzati, che magari non sanno che non era uno stinco di santo e che magari non sanno che è anche il protettore dei mercanti di morte? (ecco bravi cucciolotti, andate ad informavi).

Il BB sarà certamente bastardo ma non lo saranno anche i fedelissimi che si indignano per un po’ di ironia ma non lo fanno per l’indecenza dei loro amati?

Il BB sarà certamente bastardo ma non lo saranno anche gli ipocriti che predicano la pace e l’amore ma se potessero te le darebbero col bastone?

Il BB sarà certamente bastardo e grazie a dio c’è.

Mi sono andato a vedere tutti i post fin qui pubblicati dal BB e ci ho visto solo un po’ di sana, sanissima ironia, un po’ di sana, sanissima satira, due modi espressivi di cui il nostro paese “puccioso e smodatamente glicemico” (descrizione presa direttamente dalla pagina del BB) ha disperatamente bisogno. Un paese che a parole è tutto cuoricini ed amore ma sotto sotto è diviso, invidioso, chiuso, fazioso, protezionista, pettegolo, retrogrado, bigotto (ma solo in pubblico) ed in alcuni casi un po’ mafiosetto.

Ed allora viva il BB che mette alla gogna, che punta il dito, e che lo fa con l’arma della presa in giro, un’arma non cruenta e vecchia come il mondo, l’arma dei giullari, dei poeti, degli artisti, senza i quali il mondo sarebbe già finito.

Viva Brenna allora e viva quel Bastardo del brennese.

P.

Una viabilità del …

…centro.

Tanto tuonò che alla fine piovve. La lunga gestazione della viabilità sperimentale del centro di Brenna si è conclusa con un annunciato aborto.
Per chi volesse inorridire legga qui per tutti i dettagli.

Con l’ordinanza n. 6 del 19 Ottobre 2019 il comandante della Polizia Locale scrive la parola fine dichiarando definitiva la “modifica definitiva della viabilità nel centro abitato di Brenna”.

A mio avviso la più schizofrenica, improbabile, raffazzonata e manifestamente pericolosa delle possibili modifiche; sempre che modifica fosse mai stata necessaria.

Oltre ai più di 7.000 € già spesi per i precedenti esperimenti, altro denaro pubblico è stato certamente speso per gli ultimi ritocchi e prevedo che ulteriori somme dovremo essere stanziate per porre rimedio allo scempio compiuto, sempre che gli illuminati ideatori della sciagurata modifica vedano finalmente la luce della ragione e si ravvedano.

P.

Imbarazzante

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È l’aggettivo appropriato per definire l’articolo a firma del Capogruppo di “Insieme per Brenna” a commento della mozione presentata dal gruppo di minoranza “Noi Brenna” circa la presunta inagibilità dell’edificio che ospita la scuola dell’infanzia e la primaria del nostro paese (ne abbiamo parlato qui).

Tutta la questione nasce dalla Commissione Lavori Pubblici del 1° Agosto 2019. Io c’ero.

Graziano Ballabio (Capogruppo di Insieme per Brenna) scrive:

…va sottolineato come tali edifici, che ospitano le nostre scuole, sono sempre stati oggetto di attenzione e di interventi adeguati per garantirne la agibilità e, soprattutto, la sicurezza di tutti.

Questo, come è stato assicurato nel corso dei lavori della Commissione consigliare LL.PP. dello scorso 1 agosto, si continuerà a perseguire, assicurando, al riguardo, adeguate risorse finanziarie e puntuali interventi, come sempre è stato fatto, nel tempo.

Ripeto, alla commissione io c’ero.

  • Graziano Ballabio non era presente il 1° agosto.
  • La riunione si è aperta con l’annuncio dell’avviso di garanzia al tecnico comunale per non aver ottemperato ai necessari interventi.
  • L’edificio della scuola non è mai stato preso in esame.
  • Solo dopo una domanda della minoranza è uscito l’argomento edificio della scuola.
  • Sono passati tre mesi e due variazione di bilancio e a quanto è dato sapere non c’è stato alcun interessamento circa l’edificio della scuola.
  • Durante la riunione si è parlato di aspetti tecnici e non di soldi per la scuola senza contare che il tecnico ha dato dell’incosciente al sindaco per aver utilizzato la palestra per tutti questi anni.

Sarò felicissimo di vedere (come ogni brennese immagino) atti concreti della giunta, resta il fatto che definire pleonastica una mozione che ha acceso un faro su una questione che non era neppure nei più reconditi pensieri dell’amministrazione appare almeno azzardato, anzi imbarazzante.

P.

Le cacche e i bambini

Quando Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, decise di continuare la sua carriera da solista chiudendo la fortunata esperienza Police pubblicò l’album “The Dream of the Blue Turtles“. In questo suo primo lavoro da solo oltre al capolavoro “If You Love Somebody Set Them Free” si trova anche “Russians“; il finale dell’ultimo inciso di quel pezzo recita così:

“I hope the Russians love their children too”
(“Spero che anche i Russi amino i loro figli”)

Nel disco si parlava di guerra fredda (erano gli anni ottanta) ed io, poco più che adolescente, fui molto colpito da quella frase; quella frase segnava delle priorità.

Con un salto di 34 anni ho sentito la stessa urgenza di priorità leggendo una mozione del gruppo di minoranza “Noi Brenna” su una presunta inagibilità dell’edificio che ospita la scuola dell’infanzia e la primaria del nostro paese.

La notizia del deposito di questa mozione è stata data oltre che sulla pagina FB del gruppo Noi Brenna anche sul gruppo “Sei di Brenna se” e sul gruppo “Brenna live“. Le reazioni ad una notizia che farebbe tremare i polsi – se togliamo i likes dei “vicini” al gruppo di minoranza – sono state praticamente inesistenti.

Io non so se l’edificio in questione sia o meno in regola, certo è che in questi casi il principio di precauzione dovrebbe dettare legge così come la richiesta di attenzione e chiarezza. Attenzione e chiarezza che a mio avviso sarebbero dovute essere richieste a gran voce da tutti i brennesi utenti social.

Così non è stato.

Un consiglio alla minoranza: nelle prossime mozioni a margine del tema, anche se non c’entrano nulla, parlate di cacche e cani, avrete certamente più attenzione.
Nel frattempo, parafrasando le liriche di Sting, sperate con me che “anche i brennesi amino i loro figli”.

P.