Brenna e il parco: si deve fare?

Questa la domanda che, anche dopo il secondo dibattito pubblico sul tema – il primo si era tenuto giusto tre anni fa – attende una risposta.

Una prima risposta il Consiglio comunale l’ha già data nel dicembre 2015 quando ha deciso, con il voto favorevole dei Consiglieri di maggioranza e l’astensione del gruppo di minoranza, di uscire dal PLIS della Brughiera Briantea e dire NO all’accorpamento di Brenna al parco regionale delle Groane.

Da allora il Comune, come ha ben spiegato il Sindaco, ha collaborato con i Comuni vicini per dare corpo a un nuovo PLIS ed ha avviato contatti con i responsabili del parco regionale della Valle del Lambro, per valutare la possibilità di un eventuale accorpamento del nostro Comune.

Adesso bisogna decidere ma prima occorre dare la risposta alla domanda del titolo: l’accorpamento a un parco regionale si deve fare? Per la risposta la parola deve passare al Consiglio e alle determinazioni che esso andrà ad assumere.

Poi se la risposta sarà SI si potrà definire a quale parco aderire,senza farsi condizionare dai pasdaran e quisling.


13 thoughts on “Brenna e il parco: si deve fare?

  1. Gianni Del Pero Rispondi

    Chissà perché, da vero e proprio pasdaran della piena autonomia decisionale, lo storico primo cittadino si permette di etichettare (in verità andando anche oltre) i suoi concittadini con uno sfoggio di cultura politica? Interessante che ci si ponga il dubbio se serve aderire ad un Parco Regionale dopo essere usciti dal Parco della Brughiera proprio per non entrare in un Grande Parco Regionale (delle Groane e della Brughiera). Speriamo che il nuovo Sindaco voglia davvero, come ha dichiarato, capire bene per decidere il meglio per Brenna e per la Brughiera.

    1. Graziano Ballabio Rispondi

      Il Comune di Brenna non ha MAI aderito a un parco regionale.

      O meglio lo ha fatto il 6 febbraio 1999 quando ha detto SI al PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA BRIANEA approvando una proposta di Legge Regionale per la sua istituzione. Grande è stata la partecipazioni dei cittadini brennesi e delle loro associazioni alla definizione della perimetrazione e dello Statuto costitutivo.

      Quel progetto di Legge la Regione Lombardia non lo ha mai approvato e certamente non per colpa di Brenna. Ancora oggi si parla di una clamorosa occasione storica sprecata.

      Poi Brenna, dal 1 gennaio 2004, è entrata nel parco sovracomunale della brughiera briantea per uscire poi nel 2015 e dire NO all’accorpamento con il parco regionale delle Groane.

      Sono passati due anni e Brenna ha affrontato e sta valutando altre prospettive, ivi compresa quella di un nuovo PLIS con i Comuni che stanno a nord e ad est dei propri confini e anche con il vicino parco della Valle del Lambro e – perché no – anche a rivedere una decisione già presa.

      Quello che ho voluto rimarcare con la mia domanda è l’esigenza di verificare ulteriormente se quella scelta – entrare cioè in un parco regionale – è da fare o no e credo che il Consiglio comunale sia il luogo, democraticamente preposto, a prendere tale decisione.

      Quanto alle mie espressioni finali, contenute nell’articolo, volevano solo essere delle sottolineature, forse un po’ troppo sopra le righe, per rimarcare un approfondimento che, pur ascoltando tutti, deve restare sempre e solo una faccenda brennese (e in questo senso io non sono un pasdaran ma di più: D’altro canto se i brennesi mi hanno sempre dato fiducia per ben 44 anni – gli anni in cui sono stato in Comune- è anche perché il mio rispetto nei loro confronti non è mai venuto meno.

      Graziano Ballabio

  2. Gianni Del Pero Rispondi

    Il Sindaco a vita definisce i suoi concittadini traditori e collaborazionisti (i riferimenti vanno controllati) perché ricordano che il motivo per il quale Brenna è uscito dal Parco Sovraccomunale della Brughiera era il non volere entrare nel Parco Regionale delle Groane e della Brughiera.

    1. Ballabio Graziano Rispondi

      Sindaco a vita? No. Sindaco per sei mandati consecutivi SI. E sempre con il massimo dei consensi!

      Mandati che si sono caratterizzati, fra l’altro, per l’attuazione di politiche, senza un parco, che hanno salvaguardato e protetto, fino ad oggi, l’immenso patrimonio naturale di cui Brenna dispone. E di questo sono immensamente orgoglioso.

      L’uscita dal Plis per dire no all’accorpamento con le Groane e’ una decisione presa dal Consiglio comunale il 28 dicembre 2015 e fa specie rilevare che il demiurgo del parco con i collaborazionisti locali se ne rendano conto solo oggi. Come mai si chiede taluno? Tutto qui.

      La sostanza, alla fine, resta nel mio commmento e nelle prospettive di lavoro che la Giunta, guidata da Paolo Vismara, sta portando avanti nell’esclusivo interesse della nostra comunità. Come sempre del resto.

      Alla prossima

      Graziano Ballabio

  3. Massimo Sinesi Rispondi

    Io mi chiedo quali siano stati gli effetti positivi per il territorio di Brenna dell’uscita dal Parco della Brughiera. Francamente mi sfuggono e reputo un grosso errore questa scelta.

    Massimo Sinesi

  4. Graziano Ballabio Rispondi

    @Massimo l’uscita dal parco sovracomunale della brughiera briantea del nostro Comune (dicembre 2015) non ha avuto particolari effetti se non quello di far smettere, al nostro Comune, di versare annualmente alla struttura dell’ente parco la somma di 15.000 euro per le spese di gestione.

    Per il resto Brenna è rimasta quella che è sempre stata e tutelata ancora oggi dalle normative vigenti del proprio PGT (piano di governo del territorio) approvato, all’unanimità, dal Consiglio comunale di Brenna nel 2013.

    Brenna è uscita perché ha liberamente ritenuto di non accorpare il proprio territorio ad un parco, quello delle aree milanesi delle Groane..

    Ora a Brenna si sta discutendo – il tema è stato posto dall’Amministrazione comunale e dal Sindaco in primis – se l’adesione ad un parco regionale è utile o meno ai fini di tutelare maggiormente tutto il nostro prezioso patrimonio naturale. Da qui poi la scelta a quale parco eventualmente aderire. Sono convinto, al riguardo, che i brennesi. come sempre, sapranno trovare una soluzione giusta ed il più possibile condivisa.

    Graziano

    1. Massimo Sinesi Rispondi

      @Graziano

      Ti faccio un paio di domande: premesso che il Comune versava 15.000 euro all’anno per le spese di gestione, quanti soldi di finanziamento il parco ha dato a Brenna per il mantenimento del territorio? Mi risulta che svariate decine di migliaia di euro (forse 80.000 ma non ricordo bene) il parco della Brughiera le abbia date a Brenna per la manutenzione sul fondo del vallone, mi sbaglio? Qual è stato il vantaggio di non accorparsi, insieme al parco della Brughiera Briantea e agli altri comuni che ne fanno parte, al parco delle Groane? L’amministrazione comunale così facendo ha pensato di tutelare, in solitudine, meglio il territorio?

      Ti ringrazio, buona serata

      Massimo Sinesi

      1. Ballabio Graziano Rispondi

        @Massimo

        Non mi risulta, fino a maggio 2014 ero assessore al bilancio, che il Comune abbia mai incassato 80 mila euro dal Plis della brughiera. Ricordo che il parco e’ intervenuto, con mezzi propri, per sistemare, insieme ai nostri volontari di Brenna pulita, sentiere e percorsi pedonali,nelle zone boscate a nord di Olgelasca e nel fondo valle.

        vantaggi? Io non parlerei di vantaggi ma solo di volontà: volonta’ di perseguire un percorso, per l’ulteriore salvaguardia ambientale del nostro territorio, più consona alle nostre aspettative che possono essere condivise con i vicini Comuni di Alzate Brianza, Orsenigo e Capiago Intimiano, anche loro attualmente fuori dal parco delle Groane e, perché no, anche con l’altro parco regionale a noi vicino, quello della valle del Lambro.

        Il nostro Comune ha sempre saputo tutelare e salvaguardare il proprio territorio anche senza aver mai fatto parte di un parco regione (il plis della Brughiera di cui Brenna ha fatto parte dal 2004 al 2015 non era un parco regionale). Ha saputo, nel tempo, tutelare il proprio territorio con l’applicazione del vincolo idrogeologico nel 1977 e le vincolanti normative contenute nei PRGU (a decorrere dal 1978) e con il vigente PGT a partire dal 2013.

        Ricordo poi tutte le iniziative di pulizia e cura dei nostri boschi portate avanti dal Comune insieme all’associazione Brenna pulita, al gruppo volontari antincendio, alla protezione civile, all’ associazione dei cacciatori e al gruppo Alpini. Tanti volontari che hanno dato è sempre danno per la cura e la tutela del nostro inestimabile patrimonio ambientale.

        Entrare in un parco regionale per avere maggiori tutele per la salvaguardia del nostro ambiente? Forse sì ma prima occorre valutare tutti i pro e tutti i contro. Ed quello che il nostro Comune sta facendo da quando ha detto NO all’ accorpamento con le Groane. Comunque per decidere. occorre il contributo di tutti, anche il tuo. Al riguardo ti proporrò di entrare a far parte di un gruppo che “Insieme” sta organizzzando per approfondire tutti gli aspetti connessi alla problematica parco.

        A presto

        Graziano

        1. gianni del pero Rispondi

          “Lavori di riqualificazione del torrente Roggia Vecchia nei comuni di Carugo e Brenna”

          Si sono conclusi nel mese di settembre 2011 gli interventi principali del progetto di riqualificazione della Roggia Vecchia, nei comuni di Carugo e Brenna, mentre la manutenzione idraulico-forestale è proseguita fino a fine 2013, per un importo di € 290.000,00.

          Le attività hanno riguardato tre diversi ambiti di intervento nella profonda valle scavata dal torrente, tra Brenna e Carugo:
          operazioni di riassetto e riqualificazione del bosco sui versanti e sulle scarpate delle incisioni principali e secondarie, su una superficie complessiva pari a circa 17 ettari; interventi di ingegneria naturalistica a difesa e a prevenzione del dissesto idrogeologico, lungo il corso della roggia vecchia ma, soprattutto, nelle profonde incisioni secondarie;

          e “progetto per il miglioramento dell’interfaccia Parco-urbano” interventi previsti in Brenna, Olgelasca, Pozzolo Inferiore…entro la fine del 2015…

  5. Ballabio Graziano Rispondi

    Le precisazioni, opportune, non cambiano la sostanza. Dal 2004 al 2015 Brenna ha dato al plis della Brughiera oltre 160 mila. Giusto aver avuto un ritorno in interventi sul nostro territorio.
    Brenna, ne sono certo, continuerà anche in futuro, ad investire per la tutela e la salvaguardia del proprio ambiente, dentro o fuori da un parco. Come ha sempre fatto.

    Graziano Ballabio

  6. Massimo Sinesi Rispondi

    Scusami Graziano ma non sono d’accordo sul fatto che le precisazioni, soprattutto per una portata di 290.000 euro e per un lavoro che ha visto ruspe e altri mezzi pesanti impegnati per diverso tempo nel recupero e messa in sicurezza del territorio a rischio idro-geologico, non cambino la sostanza.
    Anzi sono stupito del fatto che, con la grande e precisa memoria storica che hai sempre dimostrato di avere, tu non ti sia ricordato di un intervento così importante del Parco della Brughiera sia per l’impatto positivo sul territorio che per l’importo economico impegnato.
    Alla luce di quanto scritto da Gianni del Pero, ritengo che ancora più grande sia stato l’errore di uscirne fuori (per fare cosa poi?) e me ne dispaice veramente.

    Massimo Sinesi

    1. Graziano Ballabio Rispondi

      @Massimo

      La sostanza non cambia perché il Comune di Brenna ha dato al parco sovracomunale della brughiera, in 11 ani di presenza, ben oltre 160 mila euro.

      Risorse che, se non date al parco, potevano essere utilizzate, con le stesse finalità, in modo autonomo.

      Quanto “all’ uscire fuori” non è stato un errore ma, in quel momento, la scelta gusta. Ora, dopo oltre due anni dalla decisione assunta dal Consiglio comunale, è giusto tornare a riflettere per valutare altre ipotesi.

      Ed è quello che si sta facendo. Ti aspetto dentro il gruppo di lavoro di “Insieme” per avere anche il tuo contributo al riguardo.

      Graziano

      1. Massimo Sinesi Rispondi

        @ Graziano

        Probabilmente abbiamo 2 modi diversi di leggere i dati. Brenna in 11 anni ha impegnato 160.000 euro nel Parco della Brughiera e quest’ultimo, sui territori di Brenna e Carugo, ha impegnato ben 290.000 euro solo per un intervento specifico di grande portata che ha riguardato 17 ettari di territorio. Guardando le cartine mi sembra che si possa dire che il tratto della Roggia Vecchia soggetto a lavori riguardi una maggior porzione di territorio brennese rispetto a quello di Carugo. Consideriamo però che di quei 290.000 euro solo la metà siano andati a beneficio dei lavori sul territorio brennese: si tratta di ben 145.000 che tolti ai 160.000 euro impegnati dal comune di Brenna in 11 anni lasciano solo15.000 euro. Quindi, a meno che l’unico apporto che ci è arrivato dal Parco della Brughiera sia stato quello dei lavori sulla Roggia Vecchia (ma non credo proprio), l’impressione è che Brenna ne abbia “guadagnato” durante il periodo in cui ha fatto parte del parco.
        Ne deduco quindi che sia stato un errore uscirne quantomeno senza avere una immediata alternativa, lasciando il territorio privo di tutele e di una progettualità sovracomunale per oltre 2 anni.
        Ti ringrazio poi sinceramente per l’invito a lavorare nel gruppo di Insieme ma, negli ultimi 2/3 anni, si sono susseguiti una serie di eventi e situazioni che mi hanno lasciato, come tu ben sai, molto perplesso facendomi fortemente dubitare che possa esserci, a differenza che in passato, la possibilità di un confronto costruttivo con l’attuale maggioranza.

        Ti auguro una buona serata
        Massimo Sinesi

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