Risponda il Sindaco!

Con riferimento alla sperimentale modifica della viabilità nel comparto Via Roma costata ai brennesi circa 7.000 €.
Qualora al termine di detta sperimentazione (31/12/2018) se ne riscontrasse il totale fallimento chi si farebbe carico del ripristino della condizione precedente che è realistico pensare costerà almeno quanto l’esperimento?

  • I contribuenti brennesi?
  • Il Sindaco?
  • La Giunta?
  • La maggioranza tutta?

Risponda il Sindaco, è urgente che risponda.

P.

Sei di Brenna se … sei un po’ autarchico

Sei di Brenna se ... sei un po' autarchico.

Di cosa è fatta una comunità? Che cos’è il cosiddetto “tessuto sociale”?

Ci sono le associazioni, c’è la Parrocchia, una volta c’erano le sezioni di partito e poi ci sono i servizi, già perché i servizi, le attività commerciali sul territorio permettono (in qualche modo) di viverlo consentendo ai cittadini di restare sul territorio, di incontrarsi, ed in un ciclo virtuoso di creare ricchezza.

Le attività commerciali del nostro paese (per una serie di ragioni) stanno da tempo soffrendo ed una quota di responsabilità l’abbiamo tutti noi.

Proviamo a fare un banale esempio: a Brenna ci sono 3 negozi di alimentari, a Brenna ci sono circa 800 famiglie, se tutti comprassimo anche solo il pane in uno qualunque dei citati negozi tanto basterebbe alla loro (comoda) sopravvivenza; ed invece non è così.

Certo le attività devono fare la loro parte cercando di essere il più possibile competitive sul mercato tuttavia anche i brennesi (per il bene del loro paese) dovrebbero mettere in pratica un po’ di sana autarchia, un caffè o un aperitivo in uno dei bar, una visita all’estetista o al parrucchiere, una lampadina o un piccolo elettrodomestico, una pizza o una cena o un panino. Scegliete voi il vostro preferito ma siate (siamo) AUTARCHICI perché un paese senza attività diventa un triste dormitorio.

P.

Quei fetenti bravi ragazzi

La casetta sul piazzale della palestra, che non molto tempo fa ricevette le attenzioni di A.C Brenna per la sua manutenzione, è sede di quotidiano bivacco di un drappello di nostri giovani concittadini, questo l’altrettanto quotidiano lascito del loro bivacco:

Volontari A.C. Brenna con regolarità provvedono a ripulire lo scempio ma i “bravi ragazzi” provvedono con sollecitudine a ripristinarlo, eppure a pochi centimetri da quella panchina occupa un angolo (inutilmente evidentemente) un misterioso oggetto:

Saranno certamente dei bravi ragazzi ma anche certamente fetenti.

P.

Brenna in ostaggio

Brenna in ostaggio, o meglio una parte di Brenna o meglio via Mazzini.

Da più di un anno ormai una parte di Brenna è in ostaggio, via Mazzini è diventata de facto una via a senso unico alternato aggiungendo pericolo a pericolo.

La proprietà evidentemente riconosce la situazione di pericolo infatti paga una discreta cifra per occupare suolo pubblico creando il senso unico alternato, e lo fa (dicevo) da più di un anno, almeno dal Marzo 2017.
I cartelli posti a contorno della recinzione alludono a lavori in corso, tuttavia di lavori neppure l’ombra.
Mi sento un po’ Cassandra ma in un mio articolo del 21 Marzo 2017 scrivevo:

Guardando con attenzione la recinzione ci si rende presto conto che non si tratta di un semplice cantiere, i pali e i contrafforti per stabilizzarli sono piantati nell’asfalto e non semplicemente appoggiati. La recinzione sembra fatta per durare.
La mia maliziosa opinione è che la proprietà (Perego) non abbia alcuna intenzione di riparare o ristrutturare l’immobile e che giocoforza ci dovremo tenere via Mazzini a senso unico alternato per molto tempo.

Ma i cittadini devono per forza accettare di restare in ostaggio di chi pagando occupa il pubblico suolo? Forse no.
Il nostro è (per fortuna) uno Stato di diritto e a soccorrerci arriva un articolo del Codice Penale, eccolo:

Art. 677 codice penale: Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina

Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione,il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro154 a euro 929.
La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo, omette di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione.
Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a euro 309.

La legge parla chiaro, come minimo ammenda se non addirittura il carcere!

Per la verità esiste una sentenza del 2012 (e le sentenze pregresse fanno giurisprudenza) che ammorbidisce l’articolo di cui sopra eccola.:

Ai fini della esclusione del reato di cui all’art. 677 comma 3, c.p., che sanziona penalmente l’omessa effettuazione di lavori in edifici o costruzioni che minaccino rovina, con concreto pericolo per l’incolumità delle persone, non è necessario intervenire sulla causa della rovina ma è sufficiente intervenire sugli effetti, con l’apprestamento di opere provvisorie ed urgenti idonee ad eliminare il suddetto pericolo ovvero con l’interdizione, quando sia possibile, dell’accesso alla zona pericolosa.
Cassazione penale sez. I  17 febbraio 2012 n. 25221

Attenzione però, si parla di “opere provvisorie ed urgenti“. Sull’urgenti siamo certamente d’accordo ma intendiamoci sul provvisorie.

Fossi il Sindaco una “scrollatina” al proprietario gliela darei anche perché la “cosa pubblica” (e una strada lo è) non può essere comprata da chi ha il portafogli gonfio.

P.