Brenna e il parco: si deve fare?

Questa la domanda che, anche dopo il secondo dibattito pubblico sul tema – il primo si era tenuto giusto tre anni fa – attende una risposta.

Una prima risposta il Consiglio comunale l’ha già data nel dicembre 2015 quando ha deciso, con il voto favorevole dei Consiglieri di maggioranza e l’astensione del gruppo di minoranza, di uscire dal PLIS della Brughiera Briantea e dire NO all’accorpamento di Brenna al parco regionale delle Groane.

Da allora il Comune, come ha ben spiegato il Sindaco, ha collaborato con i Comuni vicini per dare corpo a un nuovo PLIS ed ha avviato contatti con i responsabili del parco regionale della Valle del Lambro, per valutare la possibilità di un eventuale accorpamento del nostro Comune.

Adesso bisogna decidere ma prima occorre dare la risposta alla domanda del titolo: l’accorpamento a un parco regionale si deve fare? Per la risposta la parola deve passare al Consiglio e alle determinazioni che esso andrà ad assumere.

Poi se la risposta sarà SI si potrà definire a quale parco aderire,senza farsi condizionare dai pasdaran e quisling.

Un’altra occasione persa ….

… per stare zitto.

Il protagonista (nostro malgrado) ci ha già abituati ad uscite infelici e come da sua abitudine non perde occasione per regalarci le sue “perle”. Stiamo parlando (ancora) del vicesindaco Daniele Spinelli.
A margine della serata sul Parco continuano le schermaglie tra i sostenitori ed i detrattori della scelta fatta dall’amministrazione comunale di aderire al “Parco della valle del Lambro”.

Sulla pagina FB “Brenna Live” compare un post a firma Gianni Del Pero (Ex Presidente del Parco della Brughiera Briantea), eccolo:

Ad una proposta normalissima intesa nella normale dialettica (anche spigolosa perché no) tra persone civili lo Spinelli risponde lancia in resta, novello difensore della patria e (addirittura) della Costituzione, solo che il nostro non si rende conto di commettere un errore catastrofico, tipico di una certa sinistra che ha mutuato dalla peggior destra (quella dell’anticomunista Berlusconi) la fallacia logica della “Reductio ad Hitlerum” alludendo a fascismi ormai morti e di fatto (e senza rendersene conto) dimostrando un cripto-fascimo ben definito e tutto proprio, concretizzato nella intolleranza al dissenso.

La dialettica deve avere sempre il primato, ben vengano le marce se sono senza “armi” e ben venga il dissenso.

L’amministrazione prenderà una decisione e lo farà (spero) in Consiglio Comunale e facendolo si assumerà la resposabilità politica (e pratica) di tale decisione ed anche allora dovrà essere ammesso (e garantito) il dissenso senza temere attacchi alla democrazia.

 

P.

Tra parco e realtà: il video

Tre anni fa abbiamo assistito al primo atto, qualche giorno fa al secondo e come in un perfetto dramma borghese, presto dovremo assistere al terzo ed ultimo atto e l’epilogo non potrà che avvenire nello scenario del Consiglio Comunale.

La serata del 15 Febbraio è stata interessante sopratutto per i non detti e per le assenze tra il pubblico. Poca Brenna era presente e nessuno di quelli che mi sarei aspettato. Delle due l’una o non erano stati informati o erano stati tranquillizzati.

Se avrete la bontà di vedere tutto il video concorderete con me che, così come avvenne per la prima serata di tre anni fa, si detto tutto ed il contrario di tutto oltre a proporre una discussione che ha sullo sfondo una decisione già presa.

Sinceramente poco mi importa delle motivazioni (nobili o meno che siano) alla base della decisione di preferire un parco o un altro, credo fondamentale sia, ad ogni modo entrare in un vero parco per aggiungere tutele al nostro territorio.

La domanda alla base del terzo ed ultimo atto cui ancora dobbiamo assistere è però evidente: tutti i nostri amministratori sono della stessa opinione? Nel prossimo Consiglio Comunale quando presumibilmente si dovrà deliberare l’ingresso nel “Parco del valle del Lambro” mi aspetto una (forse due) improvvise malattie che impediranno la presenza di qualcuno.

P.

 

17.02.2018 Allego le slides della serata per consentire una migliore comprensione: traparcoerealta

Tra parco e realtà – atto secondo

Giovedì 15 Febbraio p.v. (con il beneplacito di Ligabue) presso la palazzina civica A. Colombo potremo assistere al secondo atto della (commedia?, Tragedia?) serata “Tra parco e realtà”

Il primo atto risale giusto a tre anni fa (link) quando si trattava di decidere da che parte stare decisione che poi si concretizzò nell’uscita del nostro comune dal Plis della Brughiera. Nella serata di un anno fa si disse tutto ed il contrario di tutto tant’è che il giorno dopo commentai così: link. Dicevo di tutto si parlò nella precedente occasione ma certamente non si fece cenno al Parco della Valle del Lambro. Ora, si legge nel volantino: si valuteranno “nuove prospettive per Brenna”, si invita a partecipare per discutere immagino, ma cosa? Una decisione già presa?

Certo ci sono alcune domande in sospeso:

  • Perché Brenna decise di uscire dal PLIS senza avere pronta una alternativa?
  • Perché Brenna ha scartato il Parco delle Groane?
  • Perché partecipa solo una rappresentanza del Parco Valle del Lambro?
  • Perché e sopratutto per quali concrete e scientifiche ragioni si è preferito il Parco Lambro
  • Quali sono i tempi di attuazione? E i costi?
  • Cosa accadrà nel frattempo al rinnovando PGT?

e la lista potrebbe continuare. Chiederemo conto nella serata e speriamo di non assistere (come sempre è accaduto a Brenna) alla mera presentazione di una stato di fatto.

P.

BRENNA: UN PARCO, DA SEMPRE!

Da quando, nei primi anni sessanta, il Comune ha detto no alla realizzazione di un aeroporto a nord di Olgelasca.

Da quando è stato istituito, dalla Regione, il vincolo idrogeologico, nella primavera 1977, con la perimetrazione di vaste aree interdette all’edificazione.

Da quando il nostro Comune ha aderito alle proposte di salvaguardia ambientale portate avanti dal gruppo volontario ecologico, in collaborazione con il gruppo naturalistico della Brianza.

Da quando il nostro Comune ha detto no, nel 1983, alla realizzazione di un campo d golf (con annesse una ventina di villette) tra il Barzaghino e la ferrovia.

Da quando, nel 1987, è sorta l’associazione “Brenna pulita” e il Comune ha promosso la prima giornata del “verde pulito”

Da quando il Consiglio Comunale , nel 1992, ha deliberato di chiedere “alla regione Lombardia ed alle Amministrazioni Provinciali coinvolte la promozione di ogni utile iniziativa, in stretta collaborazione con i Comuni ed in sintonia con i gruppi, i privati e le associazioni di volontari che da anni operano in favore della protezione del bosco, per definire gli strumenti operativi idonei e necessari alla salvaguarda ed alla valorizzazione del notevole patrimonio ambientale presente in tutta l’area della brughiera e di cui Brenna, in modo particolare, rappresenta una notevole e significativa porzione di territorio”.

Da quando il Consiglio Comunale ha approvato, l’8 febbraio 1999, la proposta di Legge per l’istituzione del “Parco regionale della Brughiera Briantea” tra i Comuni di Alzate Brianza, Brenna, Cabiate, Cantù, Capiago Intimiano, Carimate, Carugo, Casnate con Bernate, Cermenate, Como, Cucciago, Figino Serenza , Fino Mornasco, Grandate, Lipomo, Mariano Comense, Montorfano, Novedrate, Orsenigo, Senna Comasco, Tavernerio, Vertemate con Minoprio, Lentate su Seveso e Meda.
Proposta di Legge MAI approvata dalla Regione anche per le opposizioni aprioristiche dei Comune di Cantù e Carimate.

Da quando, nel 2004 ed in conseguenza della non approvazione della legge regionale prima citata, ha detto si all’adesione al PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) della Brughiera comasca, con sede a Lentate sul Seveso.

Da quando, nel dicembre 2015, ha deciso, con delibera consigliare, di uscire dl PLIS e di non aderire all’accorpamento dentro il parco regionale delle Groane .

Adesso, a tre anni di distanza, occorre decidere e guardare al futuro, attraverso scelte conseguenti con la nostra storia

Brenna: un parco, da sempre!