Buon compleanno Club del Libro

BUON COMPLEANNO AL CLUB


Sei anni fa cominciava il nostro viaggio insieme…
Viaggio che ci ha portato a scoprire tante nuove letture e a condividere, con gioia, emozioni e pensieri.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, anche solo per una sera, grazie a chi da allora continua a farci compagnia, grazie per le meravigliose amicizie che sono nate o che, nel tempo, si sono fortificate!
Auguro a tutti noi che il viaggio continui a lungo e che ci doni tante nuove emozioni

Mary

 

 

 

 

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Commissioni Consiliari

Giovedì 21 Aprile dalle ore 20.00 presso la sala Giunta del Municipio

sono state convocate le commissioni consiliari “Lavori Pubblici e gestione servizi comunali” e “Bilancio e Programmazione”. Di seguito i documenti di convocazione.

Ricordo che le commissioni sono aperte al pubblico.

Caro Cristiano

Caro Cristiano …

Caro Cristiano

Ho deciso di scriverti dopo essere venuto a conoscenza di alcune cose (molte) che sembri pensare e dire sul mio conto ma sopratutto ho deciso di scriverti dopo aver meditato a lungo e raggiunto la pace necessaria per concederti il mio perdono.
Scrivendo a te, che per ruolo dovresti rappresentare il tuo nome, in qualche modo scrivo anche a tutti quelli che il tuo nome assumono come aggettivo per sé.

Cristiano è un nome bellissimo, è un nome che è un impegno, un impegno a mio avviso folle, irraggiungibile, frustrante ma bellissimo appunto. Se vissuto fino in fondo.

Sento che mi definisci ateo, addirittura nelle tue parole (e quindi nei tuoi pensieri) divento l’Ateo trasformando una caratteristica, un aggettivo in una entità, in un ente; quasi fosse il mio èthos. Ti sbagli. Non sono ateo. Ritengo l’ateismo un non senso logico (ma non voglio perdermi in semantica), semplicemente non lo sono e non amo si dica di me che sia ateo. Certo non credo nel dio iracondo e vendicativo della Bibbia, non credo neppure nel dio presuntuoso e vanitoso dei “padri della chiesa”, e tanto meno credo nel paganeggiante pantheon del cattolicesimo. Credo semmai nel dio di Spinoza o meglio nella dimensione del Sacro che distingue l’Essere umano che trova in quella (e solo in quella) dimensione il senso dell’esistenza. Non mi stupisce però che tu mi definisca ateo perché nella violenta arroganza del cattolico che rappresenti non c’è spazio per l’altro inteso come diverso, l’altro deve essere etichettato, inquadrato come “estraneo” e pericoloso e, per usare le parole del tuo amato Don Giussani, definito nemico. Eppure l’altro, l’estraneo, dovrebbe essere per te il prossimo. Nel prossimo sta (a mio avviso) tutta la potenza del messaggio cristiano. A me poco importa della storicità o ancor peggio della divinità di Cristo, sono interessato alla sua incarnazione, alla sua umanità e di questa umanità mi stupisce la rivoluzione dell’approccio all’altro, al prossimo appunto. Cristo ha per me definito chiaramente quella dimensione del Sacro di cui parlavo prima proprio nel suo essere Uomo. In questo senso chiamarsi cristiano (Cristiano), dirsi cristiano carica di una responsabilità grande.

Sento che tu, parlando con le persone che in qualche modo hanno rapporti con me, discrediti, cerchi di allontanare, in buona sostanza applichi la tecnica della “terra bruciata”. E non ti fermi qui, fai di ogni erba un fascio associando la mia persona alle associazioni o entità di cui faccio parte o con cui collaboro; ABC diventa Paolo, chi scrive sul mio blog diventa mio sodale, chi collabora in qualche modo con me viene assimilato all’opinione che hai di me.
Permettimi di definire questo atteggiamento un tantinello mafioso ed anche un po’ codardo. Ho sempre detto quello che penso a viso aperto (certo pagandone lo scotto a volte) ma l’ho fatto sempre con coscienza e l’impegno all’onestà intellettuale, non amo i sotterfugi o i giochi sottobanco. Anche questo mio approccio mi ricorda il messaggio cristiano, e mi ricorda (e ti ricordo) le parole di una tuo passato sovrano, Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura”. Ecco io non ho paura di essere uomo con tutti i suoi limiti e con la meraviglia di quella dimensione Sacra che mi definisce.

Chiamarsi (dirsi) Cristiano è per me dunque un’impresa titanica al punto da non potermi definire tale solo e soltanto perché, da uomo, la ritengo irraggiungibile; l’ipocrisia è in agguato quando si prende un impegno e più è grande l’impegno più assordante è l’ipocrisia.

Ti perdono dicevo all’inizio e ti perdono prima come uomo perché (per fortuna) sei prima Uomo e poi prete e come uomo devi accettare (e devo accettare) le tue fragilità, i tuoi errori, le tue idiosincrasie e l’incapacità (per natura umana appunto) di compiere sforzi sovrumani. Ed allora in quella dimensione del Sacro che è l’unica vera luce dell’animo umano io cristianamente ti accolgo, ti accolgo conscio delle nostre diversità ma altrettanto conscio dell’umanità che ci unisce.

Che il cammino ti sia lieve caro Cristiano e che tu possa essere degno del nome che tua madre ha scelto per te.

Con sincera umana empatia,

Paolo Colombo.