Addio sfondi

Pubblicato sabato 13 Dicembre 2008 da Paolo Colombo

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cemento_01.jpgMi perdonerà Manzoni per aver parafrasato il suo “addio monti” ma l’immagine qui a fianco mi ha suggerito proprio quell’idea. Già il cartello (nella sua bruttezza) basta a rovinare lo sfondo, provate ad immaginare cosa diventerà quel tratto di brughiera. Un tratto ancora intatto, ai margini dell’abitato.
Nel testo del cartello tutta l’assurdità del costruire di questi anni. Nessuna vera necessità abitativa solo un’offerta, uno scambio: da un lato il denaro dall’altro la distruzione irreversibile. Un assegno postdatato che dovranno coprire i nostri figli.

Ho appena terminato di leggere un bellissimo libro di Corrado Augias, “I segreti di Roma“, mi sono segnato un passo.
Augias raccontando la Roma della fine dell ‘800 del millennio scorso regala al lettore un dirompente passo di Gabriele D’Annunzio che diciottenne arriva a Roma, eccolo:

Era il tempo in cui più torbida ferveva l’operosità dei distruttori e dei costruttori. Insieme  con nuvoli di polvere si propagava una specie di follia edificatoria, con un turbine improvviso … Fu allora, dappertutto, come un contagio di volgarità. Nel contrasto incessante degli affari, nella furia quasi feroce degli appetiti e delle passioni, nell’esercizio disordinato ed esclusivo delle attività utili, ogni senso estetico, ogni rispetto del passato fu deposto.

Roma 1881 – Brenna 2008. Cosa aggiungere?

Paolo

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13 Commenti a “Addio sfondi”

  1. Donghi Giuseppe ha scritto:

    Espansione zero?..forse una utopia, anche se credo sia possibile, sopratutto in una piccola comunità come la nostra.
    La conservazione del territorio alla fine porta solo vantaggi, in termini di valore degli immobili già esistenti perchè verrebbero rivalutati dalla bellezza della natura, un bene che mancherà sempre di più ed in termini di qualità della vita di chi ci abita e di coloro che abiteranno a Brenna.

    Altro che noi ci teniamo al nostro territorio o abbiamo preservato ecc. ecc.

    In parte è vero!! Ma credo che continuando così, a breve ci mancherà la terra sotto ai piedi.
    Fra qualche anno ci rimarranno solo i bosci, quelli sui dirupi….. e noi avremo il solito paesello cresciuto a dismisura, che diventerà solo il solito dormitorio pieno di case e privo di servizi…bella prospettiva.

    Ma questa continuiamo a non chiamarla speculazione?.
    Più si parla di preservare l’ambiente, più si continua a costruire case non necessarie.
    Donghi Giuseppe

  2. frenz ha scritto:

    Non capisco….a Brenna ci sono diversi edifici “storici” semi abbandonati, che con un adeguato restauro diventerebbero delle abitazioni di tutto rispetto!!
    Eppure, sono lasciati li nella loro lenta agonia…per costruire altrove.

  3. Donghi Giuseppe ha scritto:

    Non di tutto rispetto…. di lussso!!!! e sopratutto di classe.
    Ma non siamo ne in Toscana, in Umbria, nelle Marche, in Sardegna…ne altrove….siamo nel ricco nord. Quel posto che ha perso tutta la sua identità, ha preso le distanze dal gusto, dalle tradizioni, dall’estetica… da tutto.. anonimità totale.
    Se non avessimo il lago di Como, le montagne ( minacciatissime ) e 4 chiese, potremmo anche scomparire…che non si accorgerebbe nessuno.
    A tal proposito leggevo questa estate su di una rivista specializzata sulle montagne…che i francesi, i tedeschi..snobbano le nostre montagne perchè troppo circondate da una esagerata urbanizzazione, sopratutto industriale..ed una volta che finalmente sei sulla montagna….se guardi giù…è meglio andare in Svizzera o in Austria…..andremo da loro per curarci i polmoni…e l’animo.
    Questo siamo.
    Donghi Giuseppe.

  4. Paolo ha scritto:

    Fortunatamente Brenna non è (ancora) Arosio, Carugo, Mariano ecc. Possiamo ancora dire di vivere in un paese non fortemente urbanizzato, il rischio però è reale. Inoltre il territorio disponibile a Brenna non è moltissimo (ed è una delle sue fortune) molte zone sono scoscese pertanto difficilmente urbanizzabili.

    Forse questa crisi porterà alcune opportunità di ripensamento, speriamo.

    Paolo

  5. Donghi Giuseppe ha scritto:

    Dopo ogni crisi vi è sempre una fisiologica ripresa….speriamo NON nella ripresa della cementificazione indiscriminata.
    Il nostro territorio che: ” fu bello ” – sotto quel cielo di Lombardia così bello quando è bello – tanto per citare Manzoni.
    Ha già dato, ha già troppo pagato…peccato che i giovani ventenni di oggi non abbiano potuto vederlo, viverlo… altrimenti capirebbero meglio ciò che abbiamo perso e che potevamo sfruttare in altro modo.
    Siamo fuggiti dalle nostre radici ( altre regioni no ) nel nome del Dio soldo, del panforte, della plastica, del grande condominio col negozio sotto casa…isolandoci sempre più dalla gente, allontanandoci sempre più dal senso vero della vita, dalla semplicità e dalla fragilità e temporaneità di cui è fatta la vita stessa.
    Forse è la consapevolezza di questa fragilità, questa brevità della vita che rende l’uomo così prepotente nei confronti dell’altro ma sopratutto verso la natura, così bella, così grande eppure a volte troppo indifesa, attaccabile dalla rabbia dell’uomo, che immancabilmente sbagliando si accanisce su ogni cosa per dimostrare la sua temporale e misera potenza.
    Donghi Giuseppe.

  6. Graziano Ballabio ha scritto:

    Brenna 1978 via Italia non esisteva.

    E’ stata realizzata – da parte del Comune – acquisendo diversi mappali dai privati e, ad aalcuni, il Comune stesso ha dato (per terreni limitrofi alla costruenda via Italia) una possibilita’ edificatoria che altri proprietari avevao avuto (l’edificabilita’ ndr) negli anni precedenti il 1978.

    Ricordo che prima di realizzare Via Italia tutto il traffico che passava per Brenna faceva questo percorso: Via Giovanni XXIII, davanti alla Chiesa svolta a Sinistra per via Garibaldi (ora chiusa ndr) poi via Manzoni, indi P.za XXV Aprile e poi si per via Roma fino al confne con Alzate Brianza.

    Le aree di cui alla foto sono quindi classificate edificabili fin dal 1978.

    Speculazione ? A me non pare.

    Saluti.

    Graziano Ballabio – Assessore

  7. Paolo ha scritto:

    @Graziano Ballabio

    Ho forse parlato di speculazione? Ho chiaramente messo in evidenza l’assurdità del costruire di questi anni:

    Nel testo del cartello tutta l’assurdità del costruire di questi anni. Nessuna vera necessità abitativa solo un’offerta, uno scambio: da un lato il denaro dall’altro la distruzione irreversibile. Un assegno postdatato che dovranno coprire i nostri figli

    Ho messo in evidenza il continuo perdere pezzi di territorio. Come ho avuto modo dire altre volte purtroppo l’edificazione è un atto a senso unico, senza ritorno.

    Ho messo in evidenza come ancora una volta come non ci si ponga il problema del limite.

    Nello specifico di quel tratto, sarà stato pure classificato edificabile fin dal 1978 ma era anche diviso tra una moltitudine di piccoli proprietari che non avrebbero mai costruito se non vendendo a qualcuno che certo non costruisce per necessitò proprie ma per evidente speculazione..

    Saluti.

    Paolo Colombo

  8. Graziano Ballabio ha scritto:

    Moltitudine di piccoli proprietari ? Nel 1978 non erano piu’ di quattro.

    Poi, e’ chiaro, qualcuno muore e gli eredi che subentrano possono essere piu’ d’uno.

    Un Piano esecutivo poteva essere proposto anche dai privati senza necessariamente vendere.

    Resta il fato che la quantita’ di mq. edificabili e’ sempre pari a quella che e’ stata definiita dal Comune (attraverso il PTGU ndr) mrl 1978 e che, negli anni successivi, sino ad oggi, non e’ stato aggiunto un mq. in piu’ di superficie edificabile.

    E sul termine speculazione prendo atto della giusta precisazione.

    Graziano Ballabio – Assessore

  9. Paolo ha scritto:

    @Graziano

    Sinceramente mi stupisce questo atteggiamento un po’ sulla difensiva.

    E’ chiaro che se la zona è edificabile dal 1978, questo però potrebbe essere addirittura un’aggravante. Se dal 1978 (30 anni !!!!!!!!!) ad un paio di anni fa non è stato edificato nulla mi viene da pensare che nessuna necessità edificatoria vi fosse. Questa necessità nasce ora che la proprietà è passata di mano. Tutto regolare ci mancherebbe, non è questo il problema. Si tratta di chiarirci su quale sia il paese, il mondo che vogliamo.

    Chiunque vorrebbe ottenere il massimo dal fazzoletto di terra che possiede, l’ho fatto anch’io come molti altri, altrettanto legittimo è il desiderio di fare profitto per il costruttore che propone le abitazioni.

    Chi deve stabilire il limite?

    Il passato è passato (nel bene e nel male), i diritti acquisiti non si toccano, il problema vero è il futuro.

    Le linee invalicabile del piano regolatore di ieri possono essere valicate da quello di domani, i terreni passano di mano, i campi arati diventano prati incolti, ci si fa una strada in mezzo, poi una piccola concessione per una “inevitabile” necessità, poi ancora una, poi un PL, poi, poi, poi…. Arosio, Carugo, Mariano, ecc..

    Espansione ZERO, ecco la vera scelta coraggiosa, capire che il limite è stato raggiunto e oltre non si può andare. Va certamente riconosciuto che fino a qui si è proceduto senza creare mostri e quasi sempre con programmazione, questo non l’ho mai negato.

    Un piccolo paese ha la grande opportunità di perseguire l’eccellenza ed una sua manifestazione è la saggezza di dire basta così.

    Con il rispetto e la stima che sai che ho per te.

    Paolo Colombo.

  10. Donghi Giuseppe ha scritto:

    Sottolineo e concordo pienamente ogni parola del commento di Paolo.

    Sopratutto quando dice che un piccolo paese ha la grande opportunità di perseguire l’eccellenza …….e la saggezza di dire basta.

    Si vuole investire? Giusto, ma lo si può fare in mille altri modi più intelligenti, ma sopratutto senza togliere l’aria. Quella di tutti.
    Il nostro territorio ha già raggiunto la saturazione.
    Donghi Giuseppe

  11. Graziano Ballabio ha scritto:

    Dice Paolo (fra le altre cose ndr): “Il passato e’ passato (nel bene e nel male), i diritti acquisiti non si toccano, il problema vero e’ il futuro”.

    Affermazione pertinente e da sottoscrivere.

    Il mio non e’ uno stare sulla “difensiva” ma solo la precisazione “storica” sulle ragioni che, all’epoca, avevano portato il Comune a rendere edificabili tale aree.

    Perche’ si costruisce ora? La cosa riguarda i privati coinvolti ed i loro eredi.

    Di certo non vi era la possibilita’ di edificare con licenza singola (come hanno invece poturo fare molti altri cittadini lungo la via Italia (e – aggiungo – prima ancora che la stessa fosse stata realizzata).

    Oggi il Piano esecutivo (PL ndr) – e siamo al presente – e’ stato presentato dagli aventi dirito ed il Comune lo ha approvato e ora (dopo trent’anni certo ndr) si potra’ costruire.

    Aggiungo che il piano esecutivo prevede anche la realizzazione di un adeguato parcheggio (poco dopo la proprieta’ Colombo Luigi ndr) ad uso pubblico in una zona che risulta essere abbastanza carente (infatti dopo quello di Piazzale don Antonio Macchi non ve ne sono altri ndr?).

    “Espansione zero” per il futuro?

    Il Comune e’ dotato – dopo il Pdf (Piano di fabbricazione) entrato in vigore nel gennaio 1976 ed il primo PRGU (Piano regolatore generale urbanistico) del 1978 e le successive modifiche – di una Piano regolatore (condiviso e partecipato ndr) entrato in vigore nel settembre 07 che fissa precisi e ben limitati ambiti di intervento edificatorio che possono durare ed essere anzi “rafforzati” (con maggiori vincoli ndr) nel tempo e con cio’ mantenendo quella che viene chiamata “espnasione zero”.

    …. Arosio, Carugo, Mariano C.? Brenna non e’ cosi’ perche’ ha saputo “crescere” dentro uno sviluppo urbanistico “equilibrato” e (Brenna con i suoi Amministratori insieme a tutti i cittadini ndr) lo deve fare (migliotandolo ndr) anche per il prossimo futuro.

    E, al riguardo, alta la …. guardia!

    Saluti
    Graziano Ballabio – Assessore

  12. Paolo ha scritto:

    Espansione Zero è decisamente un’altra cosa.

    Ne avevamo già parlato ( http://www.brennanews.com/?p=648#comment-5694 ).

    Domenico Finiguerra, evidentemente crede profondamente che quella da lui intrapresa sia la strada giusta, al punto da lanciare – in collaborazione con altre realtà – una campagna nazionale per lo Stop al consumo del territorio. Consiglio caldamente la lettura:

    http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2008/12/16/stop-al-consumo-di-territorio-campagna-nazionale/

    Paolo

  13. Paolo ha scritto:

    Progettare senza costruire, qualcuno ci prova:

    http://www.comune.traversetolo.pr.it/online/page.asp?IDCategoria=2234&IDSezione=10133&IDOggetto=7922&Tipo=APPUNTAMENTO

    Paolo