pleonastico (a)

è l’aggettivo appropriato per definire la mozione, presentata dai Consiglieri comunali di Noi Brenna, in cui si chiede – al Sindaco e alla Giunta in particolare – di “verificare lo stato di agibilità antincendio dell’immobile della scuola materna e primaria” .

Certo il tema richiede la massima attenzione e ogni sollecitazione al riguardo è sempre ben accetta ma va pure sottolineato come tali edifici, che ospitano le nostre scuole, sono sempre stati oggetto di attenzione e di interventi adeguati per garantirne la agibilità e, soprattutto, la sicurezza di tutti.

Questo, come è stato assicurato nel corso dei lavori della Commissione consigliare LL.PP. dello scorso 1 agosto, si continuerà a perseguire, assicurando, al riguardo, adeguate risorse finanziarie e puntuali interventi, come sempre è stato fatto, nel tempo.

Graziano Ballabio

(Capogruppo Insieme per Brenna)

 

 

Le cacche e i bambini

Quando Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, decise di continuare la sua carriera da solista chiudendo la fortunata esperienza Police pubblicò l’album “The Dream of the Blue Turtles“. In questo suo primo lavoro da solo oltre al capolavoro “If You Love Somebody Set Them Free” si trova anche “Russians“; il finale dell’ultimo inciso di quel pezzo recita così:

“I hope the Russians love their children too”
(“Spero che anche i Russi amino i loro figli”)

Nel disco si parlava di guerra fredda (erano gli anni ottanta) ed io, poco più che adolescente, fui molto colpito da quella frase; quella frase segnava delle priorità.

Con un salto di 34 anni ho sentito la stessa urgenza di priorità leggendo una mozione del gruppo di minoranza “Noi Brenna” su una presunta inagibilità dell’edificio che ospita la scuola dell’infanzia e la primaria del nostro paese.

La notizia del deposito di questa mozione è stata data oltre che sulla pagina FB del gruppo Noi Brenna anche sul gruppo “Sei di Brenna se” e sul gruppo “Brenna live“. Le reazioni ad una notizia che farebbe tremare i polsi – se togliamo i likes dei “vicini” al gruppo di minoranza – sono state praticamente inesistenti.

Io non so se l’edificio in questione sia o meno in regola, certo è che in questi casi il principio di precauzione dovrebbe dettare legge così come la richiesta di attenzione e chiarezza. Attenzione e chiarezza che a mio avviso sarebbero dovute essere richieste a gran voce da tutti i brennesi utenti social.

Così non è stato.

Un consiglio alla minoranza: nelle prossime mozioni a margine del tema, anche se non c’entrano nulla, parlate di cacche e cani, avrete certamente più attenzione.
Nel frattempo, parafrasando le liriche di Sting, sperate con me che “anche i brennesi amino i loro figli”.

P.

Tradizione

Tra i sinonimi di tradizione ho trovato queste parole: memoria, passato, folclore, storia, consuetudine.

Ma cosa significa tradizione?

Tradizione è trasmissione da una generazione ad un’altra, tradizione è testimonianza. Nel suo etimo la parola che più mi piace è “trasmettere”; ecco l’essenza, il senso: trasmettere, continuare, procedere, mantenere vivo, ecco vivo.

E se si vuole mantenere viva la tradizione ci vuole passione e buono e passione in questo caso sono sinonimi.

P.

La viabilità in via Roma spiegata bene

Biciclette, auto e pedoni. Come condividere gli spazi?

Il 27 Giugno 2019 la Giunta Comunale ha deliberato la definitiva modifica della viabilità in via Roma reintroducendo il doppio senso di circolazione nel tratto che va dall’intersezione con via Trento e l’intersezione con via Fermi.

A più di 2 mesi e mezzo dalla delibera ancora nulla è cambiato tuttavia per consentire la modifica si ipotizza la scomparsa in quel tratto della “pista ciclopedonale” (qualunque cosa voglia dire questa parola) al fine di permettere alle auto di avere lo spazio necessario al doppio senso di circolazione.
Dalla via Fermi in poi rimarrà il senso unico in direzione nord e rimarrà la corsia destinata a pedoni e cicli.

Come sarà dunque la nuova e definitiva (speriamo di no) circolazione? Ve la spiego qui sotto:

A mio modesto parere: una cosa da ospedale psichiatrico ed alla faccia della protezione dell’utenza debole della strada.

Che dire? In bocca al lupo a pedoni e ciclisti.

P.

Mettiamoci un tombino sopra?

Tutto a posto, il tombino è quello giusto via libera a tutti veicoli.

Restano le domande del precedente articolo:

  • Di che classe era il tombino che ha ceduto?
  • Chi lo ha messo?
  • Chi è intervenuto per la sostituzione?
  • Perché è stato messo un tombino in una classe non adeguata all’utilizzo?

Le domande non sono peregrine perché quel tratto di strada è di competenza provinciale, i lavori sono stati voluti dall’Amministrazione brennese e dunque pagati dei brennesi, e quindi credo sia DOVEROSO avere risposte alle domande qui sopra ed il colpevole silenzio dei, per altre questioni, fin troppo ciarlieri amministratori rimbomba come un violento temporale estivo.

Vi lascio con una perfida rima:
“Il tombino l’han cambiato, ed ad asser malpensanti ci si potrebbe chieder se sostituito l’avrebbero se non si fosse il caso sollevato”.

P.

Tombino di classe

Le cose si rompono, accade costantemente ma quando accade è giusto capire perché.

A Olgelasca oggi si è rotto un tombino e (a quanto mi dicono) un’auto ha subito dei danni. Il fatto è avvenuto all’incrocio semaforico della nostra frazione da poco teatro di lavori di modifica. Un tombino di raccolta delle acque meteoriche in piena sede stradale ha ceduto. È stato prontamente sostituto.

I tombini hanno una certa classe, questa classe indica il loro impiego. Vi rimando al dettaglio delle classi a questo link: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiusino.

Il tombino sostituto è in classe C250, adatto a parcheggi e non indicato per vie di circolazione ed è di una classe diversa da un altro che si trova qualche metro distante ed in classe D400 appunto adeguata alla circolazione.

Alcune domande richiedono urgenti risposte:

  • Di che classe era il tombino che ha ceduto?
  • Chi lo ha messo?
  • Chi è intervenuto per la sostituzione?
  • Perché è stato messo un tombino in una classe non adeguata all’utilizzo?

Aspettando le risposte ringrazio Matteo Monti di Olgelasca per le foto.

P.